I vescovi cattolici inglesi lanciano una campagna contro l’omofobia

Con un documento dal titolo “Made in God’s Image: Challenging Homophobic and Biphobic Bullying in Catholic Schools”, i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles stanno spingendo l’agenda LGBT nelle scuole cattoliche (che sono il 10% del totale nazionale delle scuole paritarie, essendo – tra scuole, accademie e college – oltre 2000 ed educando più di 800 mila alunni) attraverso la copertura di lezione e proposte didattiche omosessualiste da offrire ai bambini di nove anni per prevenire presunte discriminazioni gay.

Scopo dichiarato del documento è “di sfidare tutte le forme di bullismo omofobico e bifobico al fine di creare spazi sicuri per gli alunni”. Lo studio evita esplicitamente la menzione della dottrina della Chiesa sul matrimonio e da nessuna parte del documento indica che gli atti omosessuali sono sbagliati.

Addirittura si cita il n. 2358 del Catechismo cattolico (gli omosessuali “devono essere accolti con rispetto, compassione e delicatezza”), lasciando fuori il riferimento all’inclinazione omosessuale che è considerata “oggettivamente disordinata”. Inoltre non vi è alcuna menzione di altre parti del Catechismo che insegnano che le persone attratte da altre dello stesso sesso “sono chiamate alla castità” e che gli atti omosessuali sono “intrinsecamente disordinati” e “atti di grave depravazione”.

Il documento promuove anche la falsa idea che l’orientamento omosessuale sia parte della propria “auto-identità” e promuove l’UK Equality Act, il documento che costringe i datori di lavoro cristiani a impiegare o promuovere anche gli attivisti omosessuali attivi e impegnati in stili di vita contrari alla dottrina cristiana. Lo studio chiarisce anche che i giovani studenti dovranno conoscere il matrimonio omosessuale: “Le scuole devono indicare con precisione i fatti sul matrimonio di coppie dello stesso sesso in base alla legge di Inghilterra e Galles, in un modo che è appropriato per l’età e il livello di comprensione e la consapevolezza degli alunni”.

Adam Loon Otter

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