Vatileaks 2, le motivazioni della sentenza

Il giornalista Gianluigi Nuzzi

Il giornalista Gianluigi Nuzzi

Il presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Giuseppe Dalla Torre, ha letto ieri pomeriggio la sentenza per il processo iniziato a fine novembre 2015 per appropriazione e divulgazione illecita di documenti riservati, il cosiddetto “Vatileaks 2”.

Questo il testo delle motivazioni della sentenza, arrivata dopo 20 udienze e quasi otto mesi di dibattimento e diffuso dalla Radio Vaticana: “Il Tribunale, in relazione agli imputati Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi, rilevata la sussistenza radicata e garantita dal Diritto Divino della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di stampa nell’Ordinamento Giuridico Vaticano, considerato peraltro che lo svolgimento processuale, la cui istruzione si è perfezionata solamente nel corso del dibattimento, ha evidenziato che i fatti contestati agli imputati sono avvenuti al di fuori del proprio ambito ordinario di giurisdizione, tenuto conto che gli stessi imputati non rivestono ai sensi del Diritto Penale la qualificazione di pubblici ufficiali, né sono ad essi equiparati, dichiara il proprio difetto di giurisdizione. In relazione all’imputato Ángel Lucio Vallejo Balda, tenuto conto che le risultanze processuali evidenziano la sussistenza di elementi costitutivi in reato, di cui art.160 bis del Codice Penale, considerate le aggravanti e le attenuanti, condanna l’imputato alla pena di 18 mesi di reclusione.”

“In relazione all’imputata Francesca Immacolata Chaouqui, – prosegue il documento – valutato che le risultanze processuali non evidenziano sufficientemente che l’imputata abbia rilevato notizie o documenti di cui è vietata la pubblicazione, ma dimostrano il concorso nel reato commesso da Lucio Ángel Vallejo Banda, considerate le attenuanti e le aggravanti, condanna la stessa alla pena di 10 mesi di reclusione. Sospende l’esecuzione della pena per anni cinque e le condizioni di legge. Condanna Ángel Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui al rifacimento delle spese processuali. Sia Vallejo Balda che la Chaouqui sono stati assolti dal reato di associazione criminale secondo quanto recita l’art. 248 (‘Quando più persone si associano allo scopo di commettere più delitti’) per non aver commesso il fatto. Assoluzione piena per Nicola Maio, ex collaboratore di mons. Vallejo Balda”. (SIR)

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