USI e ABUSI di Aurelio Porfiri – Tornando a casa…

Parliamo spesso della Messa, ma sarebbe bene anche riflettere su quello che una Messa ci ha appena lasciato. In fondo questo è anche importante, che dopo aver dato gloria a Dio, possiamo essere edificati dal rito appena trascorso. La spiritualità attinta nella liturgia, i frutti del Sacrificio di Gesù, dovrebbero lavorare in noi per tornare nel mondo e trasformarlo.

Pio XII diceva nella Mediator Dei: “Il dovere fondamentale dell’uomo è certamente quello di orientare verso Dio se stesso e la propria vita. «A Lui, difatti, dobbiamo principalmente unirci, e indefettibile principio, al quale deve anche costantemente rivolgersi la nostra scelta come ad ultimo fine, che perdiamo peccando anche per negligenza e che dobbiamo riconquistare per la fede credendo in Lui» (San Tommaso, Summa Theol., 2.a 2.æ, q. 81, a. 1). Ora, l’uomo si volge ordinatamente a Dio quando ne riconosce la suprema maestà e il supremo magistero, quando accetta con sottomissione le verità divinamente rivelate, quando ne osserva religiosamente le leggi, quando fa convergere verso di Lui tutta la sua attività, quando per dirla in breve presta, mediante le virtù della religione, il debito culto all’unico e vero Dio”. Se tutte le attività a Lui convergono, poi è d’uopo che tutte le attività da Lui ripartano, e che c’è di meglio della Messa?

Ecco perché ci preoccupa quando le Messe sono sciatte, superficiali, mal curate.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, nel suo Apparecchio e ringraziamento per i sacerdoti nel celebrare la messa, fa dire ad un sacerdote come ringraziamento per la Messa: “Oh Gesù mio, v’avessi sempre amato! Almeno da che cominciai a dir la prima messa io avrei dovuto ardere d’amore verso di voi. Voi fra tanti milioni d’uomini mi avete eletto per vostro sacerdote, per vostro favorito; che più avevate a fare per farvi da me amare? Ma vi ringrazio, amor mio, che mi date tempo di fare quello che non ho fatto. Io vi voglio amare con tutto il mio cuore. No, non voglio che nel mio cuore vi sia altro affetto che per voi che tanto mi avete obbligato ad amarvi”. Vorremmo tutti, non solo il sacerdote, provare vivo fervore tornando da una Messa, ma troppo spesso non siamo in grado di provare queste sensazioni perché nella Messa ci sembra tutto ridotto all’umano, troppo umano. E noi che vorremmo portare con noi aria di Paradiso.

Aurelio Porfiri

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