Un vescovo spagnolo: “Più misericordia per gli embrioni”

embrioneIl vescovo di Alcala de Henares (Spagna), monsignor Juan Antonio Reig Pla, ha pubblicato una nuova lettera pastorale dal titolo “Misericordia con tutti, anche con gli embrioni”, una lettera pastorale inscritta nel cuore della Quaresima, nel contesto dell’Anno giubilare della Misericordia e tenendo presente la Giornata per la vita che si terrà in Spagna il prossimo aprile. Ricordando che le sue riflessioni vogliono rispettare «tutte le persone, proponendo la verità, la misericordia e l’amore, testimoniate dalla Chiesa cattolica», in dieci punti mons. Reig Pla affronta la scottante tematica. Nel primo paragrafo scrive che “anche gli embrioni meritano la misericordia, sono i primi pellegrini indifesi».

Quindi è applicabile anche a loro «l’opera di misericordia del “dare rifugio a pellegrini”. E il loro albergo non è altro che il grembo della madre». Nel secondo e terzo paragrafo monsignor Reig spiega alcuni dettagli dell’autorizzazione governativa concessa nel Regno Unito per manipolare geneticamente gli embrioni e offre alcuni testi del Magistero della Chiesa cattolica sulla sperimentazione umana, anche embrionale. Nei punti successivi il vescovo presenta alcuni casi noti di sperimentazione umana illegale e, nel sesto paragrafo, riassume, alla luce di un’adeguata antropologia e della rivelazione divina, «ciò che è comune a tutti gli esseri umani».

Nel paragrafo sette il vescovo presenta alcuni esempi di legislazione spagnola in cui vengono violati i più elementari diritti degli esseri umani allo stato embrionale, vale a dire il diritto ad essere concepiti come risultato dell’unione coniugale tra coniugi legittimi, il diritto alla vita, il diritto di avere un padre e una madre conosciuti, ecc. Nell’ottavo paragrafo Reig ricorda che Papa Benedetto XVI ha detto che “il libro della natura è uno e indivisibile” e «Papa Francisco sviluppa lo stesso concetto in Laudato Si’ con il termine “ecologia integrale”, come ha fatto Papa Giovanni Paolo II parlando di “ecologia umana” nella Centesimus Annus».

Quindi il vescovo denuncia «un attacco pianificato, scientificamente e sistematicamente, contro l’ordine della creazione e della redenzione», in cui il potente vuole schiacciare i deboli. «L’architettura legale su vita, matrimonio e famiglia di molti Stati è diventata una gigantesca struttura di peccato; lo stesso è accaduto con la maggior parte delle istituzioni internazionali, i politici e le principali organizzazioni sindacali e gran parte dei media, le ONG e le corporazioni multinazionali».

Il nuovo obiettivo, conclude il vescovo, è il «transumanesimo, postumanesimo», il «tecno-nichilismo, figlia naturale della dittatura del relativismo […] la logica della produzione e del consumo non deve avere alcun limite morale». Nel paragrafo nove mons. Reig offre una parola di amore e di speranza ad altre possibili vittime di riproduzione assistita e ricorda che «l’azione iniqua commesso da tutti coloro che cooperano alla fecondazione in vitro non influisce sulla dignità inalienabile del bambino così concepito, che è sempre una creatura innocente e totalmente amata da Dio. L’attacco contro la legge naturale e la legge divina è commesso da altri».

Infine, mons. Reig ricorda che Gesù Cristo è il vero portatore di speranza, per cui è necessario lavorare per instaurare il “Regno Sociale di Cristo” e metterci nelle mani della Vergine Maria, Madre della vita. Sappiamo che “la speranza non delude” (Rm 5,5).

Matteo Orlando

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