Treviso, durante la comunione prende l’ostia in mano e si allontana: il prete lo insegue

Un ennesimo episodio di profanazione eucaristica, a causa della Santa Comunione data sulla mano, e è avvenuta il 21 luglio 2019 in una chiesa di Oderzo (Treviso).

Come riporta Annalisa Fregonese sull’edizione di Treviso del quotidiano il Gazzettino, un uomo al momento della comunione, ha preso in mano la particola consacrata e si è allontanato andando verso l’uscita della Chiesa.

Il prete gli è corso dietro, pensando si trattasse di un furto per le messe nere (non sarebbe la prima volta) e l’ha bloccato prima che abbandonasse l’edificio sacro. L’uomo, che è di fede ortodossa, ha spiegato al parroco che voleva solo consumare l’eucarestia in disparte, cosa vietata dalla Chiesa Cattolica, che prevede il consumo delle specie eucaristiche immediatamente.

La pratica della Comunione sulla mano, purtroppo, si presto a questi fatti e ad altri ancora più gravi. Per tale motivo il Comitato Uniti a Gesù Eucaristia per le Mani Santissime di Maria, su Citizengo, ha raccolto le firme di migliaia di persone di tutto il mondo per chiedere il rispetto della Santissima Eucaristia e gli inginocchiatoi in tutte le Chiesa del mondo per i fedeli che desiderano ricevere Gesù-Eucarestia in ginocchio e in bocca.

La consacrata Agnieszka Rzemieniec, a nome del Comitato internazionale “Uniti con Gesù Eucaristia per le mani Santissime di Maria”, da tempo ha chiesto aiuto alla Santa Sede e ai dicasteri vaticani di competenza, per estendere, “in virtù dell’autorità del Pontefice regnante”, la modalità di distribuzione della Santa Comunione che si attua in Vaticano (sulla lingua e non sulle mani) al mondo intero.

La giovane donna polacca ha aggiunto anche la possibilità di ricevere la Santa Comunione Eucaristica, oltre che sulla lingua, anche in ginocchio, su degli appositi inginocchiatoi da installare nelle varie chiese. Questo perché “il fedele che si inginocchia afferma la sacralità dell’azione e del luogo dove si celebra. Togliere il segno visibile e permanente della prostrazione, ossia gli inginocchiatoi, come hanno fatto recentemente in molte chiese, infligge un colpo mortale all’identità e alla sacralità delle nostre chiese. Il fatto che si voglia sostituire un tale gesto con lo stare inchinati, non risolve il problema, perché, da un lato non fa parte della tradizione liturgica latina, che ha pieno diritto ad essere riconosciuta e rispettata; dall’altro lato nelle sacre Scritture si parla in modo esplicito ed inequivocabile dello stare in ginocchio, come spiega san Paolo in Filippesi 2,10-11 o in Efesini 3, 14. Anche lo stesso Gesù Cristo si inginocchiò, soprattutto nel momento supremo della sua passione, quando si prostrò pure a terra in una intensa e drammatica orazione”.

La Rzemieniec ha spiegato che “il Cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha già espresso il suo favore ad acconsentire alla richiesta di permette la ricezione della Santa Comunione sulla lingua, per evitare gli abusi e ogni profanazione. Manca solo il via libera di Papa Francesco, ma il Santo Padre è osteggiato da alcuni vescovi e cardinali che, evidentemente, non amano e non vogliono rispettare Gesù Cristo presente nella Santissima Eucaristia”.

Distribuire la Comunione sulla mano “favorisce ogni tipo di irriverenza, abuso e profanazione”, ha spiegato a La Fede Quotidiana la Rzemieniec. Per tale motivo “è stata lanciata una petizione on line che ha già raggiunto le 10 mila firme”. Petizione che sarà presentata a Roma, durante un importante evento internazionale, alla presenza di teologi e alti prelati, nei prossimi mesi.

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