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Secondo Edward Pentin, corrispondente da Roma del National Catholic Register, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti sarebbe all’oscuro sui piani del Papa sulla revisione delle traduzioni liturgiche. Riprendendo “fonti informate”, lo stesso Pentin afferma che il Dicastero guidato dal cardinale Robert Sarah, era ignaro sui risvolti della vicenda, fino a quando la notizia non trapelò all’inizio dell’anno in corso. Nessuno – a cominciare dal Prefetto, fino a tutti i funzionari – era a conoscenza dell’identità e il ruolo di coloro i quali avrebbero dovuto realizzare le modifiche.

Alla base della revisione, potrebbe anche esserci un riesame del documento “Liturgiam authenticam”, la quinta istruzione promulgata dal Dicastero il 28 marzo del 2001. Il testo nacque per regolare la corretta applicazione della Costituzione “Sacrosanctum Concilium” sulla sacra liturgia. Il suo contenuto mira all’uso nelle funzioni liturgiche di lingue diffuse e parlate, per evitare la frammentazione dei fedeli. Altro nodo cruciale del testo è la volonta di utilizzare traduzioni dei testi sacri che siano fedeli allo stile e alla struttura del rito romano.

Le notizie degli ultimi giorni non ha prodotto reazioni o commenti ufficiali né da parte del prefetto Sarah, né da parte del segretario della Congregazione, l’arcivescovo Arthur Roche, il quale secondo, le stesse “fonti informate”, potrebbe essere successivamente chiamato a presiedere la Commissione dei lavori.

Dario Cataldo

 

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