I teorici del gender contro i pannolini Huggies: “Pubblicità sessista”

La pubblicità dei pannolini Huggies incriminata

La pubblicità dei pannolini Huggies incriminata

Un banale spot per una nuova serie di pannolini, promosso dal colosse del settore Huggies, scatena una feroce polemica in Italia: l’azienda viene accusata di “sessismo” e di “aver cavalcato stereotipi di genere”. La Huggies ha messo in vendita degli nuovi giorni dei pannolini differenziati per bambini e bambine: in pratica, è maggiore la capacità di assorbimento laddove il bambino o la bambina fa la pipì. “Parte la rivoluzione Huggies” dice lo spot, che valorizza le differenze fisiche e comportamentali tra maschio e femmina. Nel giro di pochi giorni sono, però, fioccati decine di commenti offensivi nei confronti della campagna sul canale Youtube dell’azienda ed è stata addirittura avviata una petizione per costringere la Huggies al ritiro della pubblicità.”

“Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal. Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà. Così piccoli e già così diversi.”Questa una delle frasi incriminate degli spot per promuovere “Huggies bimbo e bimba” che l’azienda definisce “il pannolino progettato per il tuo bimbo o la tua bimba, per assorbire la pipì proprio lì dove la fa.”

La petizione ha un testo molto pesante contro la Huggies: “Noi riteniamo che sia errato proporre questo concetto cavalcando stereotipi di genere. – è scritto – Chiediamo quindi il ritiro della campagna pubblicitaria Huggies Bimbo Bimba. Non siamo indignati soltanto dal sessismo, ma dalle aspettative che vengono inculcate a bimb* di tenera età: le bambine “devono” essere belle e passive, i bambini “devono” essere avventurosi e attivi. Ciò è fuorviante per tutti. Non è così che le giovani generazioni devono imparare a rispettarsi reciprocamente.”

A farla da padrone nei commenti, neppure a dirlo, è il tema del “gender”: l’azienda non avrebbe dovuto, secondo molti, rimarcare le differenze biologiche tra bambini e bambine, perché le stesse dovrebbero essere superate dalla volontà dei bambini di scegliere cosa diventare da grandi. “Vergognosi…poveri bambini inconsapevoli e costretti nelle gabbie del gender da genitori sessisti” è scritto in uno dei commenti, mentre in un altro si legge “Ma chi l’ha pensata questa pubblicità che cerca di far rientrare addirittura due poveri bimbi in vecchi cliché sessisti? Pessimo spot, decisamente” fino a “sessismo allo stato puro. La vergogna italiana é anche censurare spot dove si baciano due donne e poi non questi” o ancora “il problema non é dire che bambino e bambina sono diversi. Ma non bisogna confondere le naturali differenze di genere con quelle imposte culturalmente.” Qualcuno lancia anche forme di protesta più dure: “scandaloso e vergognoso. Invito al boicottaggio. Non comprare il prodotto è la prima arma del consumatore.”

C’è, però, chi risponde a tono a queste critiche. “La differenza c’è! E si vede già nei pannoloni! E chi s’indigna per questo spot, evidentemente, non accetta la realtà: si nasce maschio e femmina e l’uomo e la donna, in quanto tali, precedono la cultura e la fanno, non viceversa, come si vorrebbe sostenere. Evviva i coraggiosi Huggies!” oppure “spot incantevole che riporta con i piedi per terra uno stuolo di indignati per il “sessismo” e gli “stereotipi di genere”, la “sessualità imposta” e altre fregnacce. Grazie Huggies, per la mia prossima figlia femmina, con tutina rosa e codine in testa, sarete gli unici pannolini” fino ad una amara constatazione: “con questi moralisti non ci combatti. Per loro una donna non può stirare, è sessismo. Nemmeno se insiste.”

La teoria del gender, che sta prendendo piede anche nel nostro Paese, è stata duramente attaccata anche da papa Francesco in diversi discorsi. Appena lo scorso 15 aprile il pontefice disse: “la cosiddetta teoria del gender è anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione. Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più.” Il pontefice, nell’occasione citò il libro biblico della Genesi: “Dio, dopo aver creato l’universo e tutti gli esseri viventi, creò il capolavoro, ossia l’essere umano, che fece a propria immagine: «a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò» (Gen 1,27). Come tutti sappiamo – ha detto – la differenza sessuale è presente in tante forme di vita, nella lunga scala dei viventi. Ma solo nell’uomo e nella donna essa porta in sé l’immagine e la somiglianza di Dio: il testo biblico lo ripete per ben tre volte in due versetti.”

 

2 Commenti

  1. Avatar Robert Benson
  2. Avatar Teresa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.