Rocco Buttiglione: “il 52% dei credenti non vota”

Che fine hanno fatto i cristiani impegnati in politica durante  la crisi di governo? Fa scalpore e desta meraviglia la loro assenza. Abbiamo girato la domanda ad un politico di lungo corso, credente: il Vice Presidente onorario della Camera dei Deputati, professor Rocco Buttiglione, rintracciato nel buen retiro della sua Gallipoli nel Salento.

Professor Buttiglione, in che modo  spiega la timidezza dei credenti nel panorama politico italiano?

“Statistiche alla mano, il 52 per cento dei credenti non votano. Oggi non trovano una opzione confacente e dunque disertano le urne. In pratica, non vedono una proposta che li soddisfi”.

Che cosa vuole dire?

“Notano, e credo che abbiano ragione, due estremi. Molti  reputano poco affidabile Salvini, con la sua strumentalizzazione dei simboli religiosi ed un trattamento verso i migranti poco confacente ai diritti umani e ai principi cristiani. Ma valutano in modo altrettanto negativo e dunque ostile ai principi cristiani, parte del Pd o dei 5 Stelle che si dichiarano a favore delle unioni civili, dell’ utero in affitto o dell’ aborto”.

E allora, con il governo giallo rosso non esiste il rischio, per i credenti, di passare dalla presunta padella Salvini alla certa brace Grillo?

“Certo che è reale, ma non abbiamo una controprova. In questa ottica, l’ abilità di Conte che si fa garante svolge, il ruolo di collante”.

Si mormora, secondo rumors giornalistici, che il Vaticano  stimi il governo giallo rosso come male minore..

“Il Vaticano ha cose  più serie cui pensare. Magari la Cei, forse. E’ ancora perplessa e penso non del tutto orientata. Una cosa è sicura: la  strumentalizzazione dei simboli religiosi di Salvini ha scandalizzato molti dentro il mondo cattolico. Probabilmente esiste una cauta e  prudente apertura della Cei verso il governo nascente, ma sempre in attesa di vederlo all’opera”.

Possibile un partito dei cristiani?

“Sono molto scettico. Magari un partito che possa raccoglierne il voto,  sì. Ma che abbia idee nuove e programmi seri, senza guardare con nostalgia al vecchio. Si può attingere dai movimenti cattolici i quali però hanno paura della politica. Il paese ha bisogno di un nuovo De Gasperi il quale sapeva dimenticare guardando avanti. L’Italia è al centro di una guerra, fortunatamente non combattuta militarmente, ma dei mercati, altrettanto pericolosa, ma non se ne accorge”.

Adinolfi ha  creato il Popolo della Famiglia..

” Non credo nei partiti monotematici”.

Che dice Buttiglione della sua Puglia,  alla vigilia di un anno elettorale?

“La regione è una miniera. Ultimamente  specie in zone come Nonopoli , Salento e Bari sono venute fuori industrie importanti e ci sono atenei sviluppati. Però la vera punta di diamante è il turismo e lo abbiamo visto. Ha bisogno di incentivi e di infrastrutture per crescere ulteriormente”.

Bruno Volpe

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