Profanano una statua della Madonna. Condannati a memorizzare la Sura del Corano che parla della Madre di Gesù | lafedequotidiana.it

Profanano una statua della Madonna. Condannati a memorizzare la Sura del Corano che parla della Madre di Gesù

Due giovani musulmani libanesi, sotto processo con l’accusa di aver dissacrato una statua della Vergine Maria, hanno ricevuto come punizione alternativa al carcere il dovere di leggere e memorizzare passi del Corano in cui si esprime venerazione per la Madre di Gesù.

I leader musulmani libanesi hanno fatto notare che tale sentenza è uno strumento efficace per contrastare il settarismo e tutte le forme di offesa verso le credenze religiose degli altri.

I due giovani studenti musulmani della scuola tecnica di Mounjez (una città dove la maggioranza è cristiana, nella regione di Akkar), entrati in una chiesa hanno compiuto atti dissacratori davanti a una statua della Vergine. Poi i due ragazzi hanno registrato il loro atto sacrilego e lo hanno diffuso tra i loro coetanei attraverso i social network. La polizia li ha arrestati e l’autorità giudiziaria competente è stata immediatamente attivata per stabilire la punizione da imporre, per dare un segnale rapido ed efficace ed evitare nuovi conflitti settari.

Il giudice Jocelyne Matta , responsabile della sentenza, ha deciso di dare una lezione di cultura religiosa islamica ai due imputati invece di ricorrere alle pene detentive.

Prima di essere rilasciati, i due accusati hanno espresso il loro pentimento per l’azione intrapresa. «Ricorrere a questo tipo di condanna rieducativa» , dice la suora maronita, Rouphael Zgheib , Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Libano, «sottolinea un nuovo orientamento nella pratica della giustizia libanese e rappresenta un’applicazione dell’articolo 111 del codice penale, che autorizza il giudice inquirente a sostituire la detenzione di un imputato con qualsiasi altra misura ritenuta più appropriata ed efficace. Il giudice ha capito che i ragazzi non sapevano nulla del Corano, nonostante fossero musulmani e ha scelto quel tipo di punizione per insegnare loro a rispettare la propria religione e quella di coloro che non sono musulmani “.

La decisione di Jocelyne Matta, magistrato di fede cristiana, ha ricevuto un apprezzamento dei leader religiosi e politici libanesi. Il primo ministro libanese Saad Hariri, un musulmano sunnita, sui social media ha parlato di come una buona scelta per evidenziare ciò che “cristiani e musulmani condividono”.

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