Il prelato dell’Opus Dei: “Urgente prestare maggiore attenzione ai divorziati risposati”

Attraverso la sua ultima lettera pastorale, datata 4 giugno, Fernando Ocáriz Braña, prelato dell’Opus Dei scrive che «la famiglia occupa un luogo privilegiato tra le priorità della Chiesa, e, pertanto, della Prelatura» e l’apostolato su tale realtà è «urgente e necessario». Ocáriz rileva che «molte persone vedono oggi come un modello tra gli altri, considerandolo addirittura una concezione arcaica, quel che in realtà è il disegno di Dio per l’unione dell’uomo e della donna».

Tuttavia Ocáriz  non dispera: «la luce della verità sulla famiglia è iscritta da Dio nel cuore dell’uomo e perciò si fa e si farà sempre strada tra le tormente». Ogni famiglia, con il suo forte desiderio di andare avanti unita, «riconsegna la regia del mondo all’alleanza dell’uomo e della donna con Dio». Ocáriz invita a «proteggere» e «promuovere, con fortezza e professionalità, la famiglia cristiana: qualcosa che non è soltanto nostro ma appartiene a Dio e alle generazioni presenti e future. La famiglia e il matrimonio sono un cammino di santità», vocazione alla santità, «che è felicità. La famiglia è il luogo nativo dell’amore; è il primo spazio in cui si rende presente nelle nostre vite l’Amore di Dio, al di là di ciò che possiamo fare o non fare». La paternità e la maternità «ci dicono chi è ognuno di noi: un regalo di Dio, un frutto dell’Amore. Tra le mille difficoltà che possono sorgere nella vita di una famiglia, saper di essere e che gli altri sono un regalo di Dio ci spinge a voler loro più bene. La società stessa richiede sempre tale amore incondizionato». Rilevando l’urgenza di assistere le famiglie con più gravi difficoltà, monsignor Ocáriz scrive che «non si nasce sapendo già essere padre o madre, marito o moglie: bisogna formarsi e aiutare a formarsi altri sposi, altri genitori. Famiglie che aiutano altre famiglie! Con l’esperienza che dà la vita familiare, si può intervenire efficacemente nell’immenso campo di quell’opera di misericordia che è insegnare agli ignoranti. Senza “dare lezioni”, con naturalezza, quanto si può fare per preparare bene le coppie e seguire chi si è appena sposato o sta passando un brutto momento! Talvolta, però, la famiglia in difficoltà potrà essere la vostra; sarà allora il momento di aprire il cuore e di lasciarvi aiutare, con la stessa semplicità con cui voi avete sostenuto altri. Pensate anche, con magnanimità, come aiutare chi si trova in una cosiddetta situazione irregolare».

Sottolineando che «Papa Francesco ha riaffermato che la dottrina non cambia», Ocáriz scrive che «è urgente prestare maggiore attenzione a questi fratelli e sorelle, che dobbiamo accompagnare con uno sguardo più prossimo, di accoglienza e discernimento, che li aiuti, con la grazia di Dio, a superare tali situazioni. […] Il Signore ci chiama ad essere per tutte queste persone, nonostante la nostra pochezza e la nostra miseria, mediatori della sua vicinanza e della sua consolazione».

Ocáriz conclude dicendo che «nelle attività apostoliche con i giovani è bene parlare della bellezza del celibato apostolico e anche della vocazione a formare una famiglia cristiana, affrontando con creatività i diversi aspetti del fidanzamento e del matrimonio: testimonianze di coniugi; corsi di orientamento familiare per persone non ancora sposate, conferenze, filmati, letture; attività per i genitori nelle scuole; collaborazione nelle parrocchie; organizzazione di intrattenimenti che possano favorire futuri matrimoni cristiani, ecc. Chi si occupa più direttamente delle attività formative sappia che il miglioramento di ogni famiglia produce un effetto moltiplicatore nella società».

Matteo Orlando

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