Povia: “Mi piace papa Francesco”

foto PoviaAl Sud“, in difesa della verità storica dell’ex Regno delle Due Sicilie, è l’ultima fatica musicale («non è una fatica, è una passione», mi corregge subito), presentata nei giorni scorsi in un’unica esibizione ad Anagni, del noto cantautore Giuseppe Povia (vincitore del Festival di Sanremo 2006 con il brano Vorrei avere il becco). Partendo da questa canzone abbiamo piacevolmente dialogato col cantante milanese su musica, problemi sociali e fede.

 

Per Al Sud «ringrazio il professor Gennaro De Crescenzo e tutti quelli che, come lui, girano gli archivi di Stato per verificare la storia sotterrata. La canzone è nata soprattutto perché non mi sembrava possibile che Garibaldi assieme a 1000 uomini avesse conquistato un Regno di 10 milioni di persone (il Sud) dal quale nessuno prima del 1860-61 emigrava o era disoccupato. Da lì in poi ho scoperto molte altre cose del pre-unità d’Italia. Il disco appena pubblicato, è prenotabile e acquistabile solo via mail a: ufficiostampa@povia.net».

 Tre anni fa ha autoprodotto “Nuovo ContrOrdine Mondiale”. Crede che la massoneria abbia davvero influenza sulla politica nazionale e internazionale e in che modo?

«La massoneria esiste ed è un dato di fatto. Non so se ne esiste anche una porzione “buona” che opera a favor di popolo. Esistono di certo i lobbysti che pagano i politici per fare le leggi a favore loro».

Lei ha partecipato al Family Day e si batte per la famiglia tradizionale. La sua posizione viene da un vissuto religioso o laico? Qualche aneddoto curioso sulla sua famiglia?

«Sono cresciuto molto libero, poi durante il cammino ho trovato la fede. Ho due bimbe stupende. Spero che da me prendano solo l’altezza. Tutto il resto dalla mamma».

In occasione delle prime esecuzioni del brano Luca era gay ha ricevuto minacce di morte. Ma esistono davvero le lobby gay e come agiscono?

«Le lobby o gruppi per me esistono in generale. Luca era gay è stato ed è un brano che nel 2009 ha ricevuto molti premi come il premio Mogol, il 2º posto a Sanremo e premi radiofonici. Nell’ambiente della musica, però, esiste un solo pensiero per poter lavorare: il famoso mono-pensiero. Se esci dai binari sei fuori. Io sono per la libertà universale, non selettiva. Un etero si scopre gay e un gay si scopre etero, come Massimilano (il “Luca” della canzone)».

Molti esprimono la loro contrarietà all’immigrazione e a come viene gestita in Italia. Papa Francesco, invece, invita ad una cultura dell’accoglienza…

«Papa Francesco si esprime bene. Parla di tanti temi. Ho letto il suo libro “Questa economia uccide”, bello. Per me il problema non è Donald Trump o il muro dell’Austria o la Gran Bretagna che vuole uscire dall’UE. Il problema è che la gente emigra soprattutto per la guerra. Quindi il problema al 90% è la guerra. Che ci sia bisogno di regolamentare l’immigrazione è un dato di fatto. E che ci sia bisogno di spiegare agli antirazzisti il termine “integrazione” è un altro dato di fatto. Di certo così non si può andare avanti».

Quali tra gli insegnamenti di Gesù Cristo sente vicini al suo modo di pensare e quale citazione del Vangelo ama ricordare?

«Tutto in una frase: Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra».

Matteo Orlando

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