Il parroco della zona in cui è stato ucciso Amri: “Accoglienza non è rinuncia alla sicurezza”

Sacerdote.version-final“Accoglienza non è rinuncia alla sicurezza. La gente  è preoccupata  ed io mi sono fatto interprete del loro sentimento.” Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana don Francesco Inversini, parroco della comunità Cristo Re a Villa San Giovanni, parrocchia a pochi passi da dove è stato ucciso il terrorista Amri. Il parroco milanese ha preso carta e penna e ha denunciato al Questore di Milano l’inaccettabile situazione di una palazzina occupata nei pressi della parrocchia da clandestini, come riportato dalla stampa . E don Francesco è finito alla ribalta delle cronache.

Don Francesco, perchè questa iniziativa che le ha meritato i titoli dei giornali?

” Premetto che io non sono contro i migranti, ma dico che l’ accoglienza non è rinuncia alla sicurezza. Accogliere chi è nelle difficoltà è un atto dovuto, nei riguardi di tutti. Però questa accoglienza va doverosamente coniugata col rispetto della legge e della sicurezza”.

Che cosa intende?

” Che anche nel dovere di dare ospitalità, bisogna rispettare la legge. Ritengo che spesso gli immigrati, non per loro colpa, hanno delle condotte non  compatibili con usi, tradizioni e costumi della terra che li ospita e questo scatena malcontento. Ecco, proprio per favorire una buona integrazione è bene che gli immigrati siano educati al rispetto delle regole, della civiltà e delle tradizioni del Paese che li accoglie. Occorre con senso di realismo riconoscere che alcuni di loro, non tutti, hanno condotte e comportamenti inadeguati al luogo dove sono arrivati”.

Bisogna accogliere tutti?

” L’ accoglienza, come le dicevo, è un dovere del cristiano  e va fatta. Però sia effettuata nel rigoroso rispetto della legge. Chi non ha diritto e non ha le condizioni sia individuato e identificato. Esistono delle norme precise in questo senso. Gli italiani, che sono un popolo generoso, paziente e buono, hanno diritto al rispetto della loro sicurezza e serenità. Cosa che non vuole dire ostilità verso i migranti”.

Lei perchè ha sporto la denuncia?

” Perchè la gente era molto preoccupata e mi sono fatto interprete del sentimento dei parrocchiani. Bisogna rispettare le norme, chi non ha diritto, oppure occupa abusivamente un immobile sia identificato ed allontanato. La sola risposta giusta  è questa: denunciare le irregolarità alle autorità competenti”.

Dopo la uccisione del terrorista vicino alla sua Parrocchia che reazioni ha sentito?

” E’ ancora troppo presto, il fatto è recente. Certamente la gente  teme infiltrazioni di terroristi e non mi sento di dare torto, vi è allarme sociale che può portare anche ad atti di reazione inconsulti. Bisogna tenerne conto”.

Bruno Volpe

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