Padre Cioffari: “Per gli italiani ormai Nicola è un santo di secondo livello”

Basilica Pontificia da 50 anni. Li festeggia in grande spolvero la Pontificia Basilica di San Nicola a Bari che ottenne questo titolo nel 1968 ( 1968- 2018) da Papa Paolo VI con una bolla nella quale si riconosceva il grande valore ecumenico della Basilica, nel dialogo tra mondo cattolico ed ortodosso.  Per saperne di più, abbiamo intervistato il padre domenicano Gerardo Cioffari, direttore del Centro Studi Nicolaiani della Basilica e sicuramente il più noto ed apprezzato studioso del santo di Myra.

Padre Cioffari, che cosa vuole dire prima di tutto, Basilica Pontificia?

“Possiamo affermare, per essere semplici, che si tratta di un riconoscimento dovuto, sia alla sua importanza storica, sia al ruolo di volano della fede e del dialogo ecumenico. Insomma, è lecito parlare di un onore che in Italia viene riconosciuto a poche altre realtà, penso Loreto, Pompei, Sant’ Antonio a Padova”.

Da chi dipende gerarchicamente la Basilica di San Nicola?

“Pastoralmente è stata affidata ai Domenicani, però dipende, anche per quello che concerne i dati e conti economici, dalla Santa Sede che ha nominato un suo delegato pontificio, sempre nella persona dell’arcivescovo di Bari- Bitonto. E’ una soluzione molto positiva che nel tempo ha risolto seri problemi”.

In via gerarchica è più importante la Cattedrale o San Nicola?

” Non amo questo tipo di discorsi. Gerarchicamente possiamo dire che  ha maggior centralità  la Cattedrale in quanto sede del vescovo. Forse è meglio usare il termine ecclesiale, ecco da una angolazione ecclesiale prevale la Cattedrale. Anche se la Basilica è storicamente aperta e centrale sulla via della devozione popolare e del dialogo ecumenico, come del resto dimostrato dalla recente visita del Papa a Bari”.

Per quale motivo nel 1968 Paolo VI la elevò al rango di Basilica Pontificia?

“Lo leggiamo espressamente nella Bolla del Papa. Dopo il Concilio Vaticano II, era quanto mai vivo l’ afflato ecumenico specialmente in direzione del mondo ortodosso russo. E allora il Papa decise di elevare il livello onorifico della Basilica che custodiva e custodisce le reliquie mortali di San Nicola, santo caro ai cattolici, ma soprattutto agli ortodossi russi e si è rivelata scelta giusta. Nella stessa bolla,  collocò la chiesa alla diretta dipendenza della Santa Sede”.

Avete scelto di celebrare questo mezzo secolo con un importante convegno sulle Costituzioni Apostoliche della Basilica, di che cosa si tratta?

” Sono degli scritti brevi dei pontifici sulla Basilica. In particolare ne contiamo tre. La prima è di Papa Pio XII che nel 1951 decise di affidare la chiesa alla cura deiDomenicani, poi nel 1968 la Bolla di Paolo VI che elevò la Basilica al rango pontificio per il motivo detto prima, ed infine una terza di San Giovanni Paolo II che affina e regola meglio le relazioni tra domenicani e Santa Sede, un fatto organizzativo”.

Che ruolo gioca la Basilica per gli ortodossi?

” E’ il luogo nel quale riposano le spoglie mortali di San Nicola. Occorre riconoscere che per gli ortodossi slavi e russi nel particolare, San Nicola è oggi molto più popolare che per i cattolici. Da noi, segnatamente dopo il Vaticano II, è quasi di secondo livello dopo Santa Rita, Antonio, Francesco, Padre Pio. Per i russi, al contrario, è il primo di gran lunga, non ha rivali, anche perchè nel loro mondo la concorrenza non è forte come da noi”.

Bruno Volpe

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