P. Nuara: “molti parlano di Rosari e Crocifissi ma non frequentano chiesa e sacramenti”

 

Oggi la Chiesa fa memoria della Madonna del Rosario. Tale celebrazione fu istituita dal Papa Pio V, a seguito della vittoria dei cristiani sui musulmani, il 7 ottobre 1571. Le motivazioni di questo scontro tra la coalizione di stati cristiani, compreso lo Stato pontificio, sono state due: 1. L’espandersi continuo del regno ottomano (musulmano) che sempre più conquistava territori in possesso degli europei; 2. Il pericolo della fede cristiana. In ogni caso il primo era preponderante. Come del resto è stata e sarà ogni guerra di religione.

Oggi abbiamo una “invasione” dell’Europa da parte dei musulmani che arrivano da ogni dove e con qualunque mezzo. Anche oggi si invoca una Crociata o una Guerra di religione per frenare la loro avanzata. Ritengo che si è perdenti in partenza, sia perché è più diffusa la libertà di culto, come anche di circolazione. Inoltre ci si lamentano che ora i cristiani stiamo diventando una “minoranza”. Pensare ai “protezionismi” è assurdo, impensabile e ingiusto. L’unico modo, quello vero è che i cristiani vivano sul serio la loro fede cristiana. Oggi molti parlano di Rosari, Crocifissi, Statue, ecc. Ma questi stessi non vanno mai in chiesa, non frequentano i sacramenti e hanno spesso uno stile di vita che il Vangelo che dicono di professare condanna. Una battaglia perdente, perché in questo campo non sono le parole o le rivendicazioni che vi fanno vincenti, ma la vita. Se tu vuoi vivere da buon credente, nessuno te lo vieta, indipendentemente dalla fede che professano. Si paventa che avranno una maggioranza e che cancelleranno tante nostre tradizioni religiose. Ma se gli italiani non fanno giù e lo Stato non sostiene le famiglie, non c’è altra strada da percorrere. Del resto il cristianesimo era fiorente durante i periodi della persecuzione. Questo perché la fede diventava una scelta.

Padre Antonio Nuara

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