Nell’Austria del card. Schönborn calo costante dei cattolici

 

Secondo le statistiche ufficiali della Chiesa  in Austria, pubblicate il 15 gennaio, 67.583 austriaci hanno lasciato la Chiesa cattolica l’anno scorso, rispetto alle 58.807 che lo hanno fatto nel 2018.

La Chiesa cattolica in Austria, quindi, sta assistendo a un costante esodo di fedeli. Quasi 68.000 di loro lo hanno abbandonato nel 2019, con un aumento di quasi il 15% rispetto al 2018.

Sempre nel 2019 ci sono state 4.564 persone che hanno chiesto di tornare alla Chiesa nel 2019, il 13,3% in meno rispetto al 2018.

Anche il numero di sacerdoti che esercitano il loro ministero nel paese dell’Europa centrale è diminuito, da 3.857 nel 2017 a 3.783 nel 2019. Di questi, 1.897 sono sacerdoti diocesani austriaci, 475 sacerdoti stranieri e 1.411 sacerdoti religiosi. Queste cifre non includono i 151 sacerdoti diocesani austriaci che prestano servizio in altre parti del mondo.

C’è anche una diminuzione del numero di religiosi . Nel 2018 c’erano 3.453 suore rispetto a 3.600 nel 2017 e 4.300 nel 2012.

Il numero di diaconi permanenti è l’unico che è aumentato: 750 nel 2018 rispetto ai 712 nel 2017.

In molti ritengono responsabile di quanto sta accadendo il vertice della chiesa austriaca che, da qualche anno, sta percorrendo una pericolosissima via progressista, percorso che mostra oggi tutti i suoi terribili risultati.

L’imputato principale è il cardinale Christoph Schonborn.

Quella austriaca è una Chiesa protestantizzata: comunione a divorziati e gay che convivono, messe sporadiche, confessioni assenti, preti ribelli e sindacalizzati, parrocchie-bocciofile, chiese profanate da concerti rock e per la causa Lgbt. Così un italiano di 41 anni ha detto basta: “Ho smesso di pagare la tassa ecclesiastica, calcolata sull’1% del mio reddito”. Ma le conseguenze per lui sono drammatiche: “La diocesi mi ha negato tutti i sacramenti e rischio un processo”. Ecco la condizione in cui versano i cattolici che hanno detto no a una Chiesa mondana, capace, per i soldi, persino di negare la salvezza dell’anima a chi è in piena comunione.

 

Adam L. Otter

 

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