Monsignor Marchetto: “Migranti, è un dovere accogliere tutti”

agostino_marchettoNell’ultimo viaggio apostolico in Messico, Papa Francesco ha affrontato, tra i tanti, quello della immigrazione che sicuramente riguarda il Paese latino-americano, ma ora  anche divide e agita l’Europa. Ad una domanda dei giornalisti sulla posizione assunta dal magnate americano Trump, candidato alle primarie per la corsa alla Casa Bianca, il Pontefice ha risposto che chi vuole edificare muri al posto di ponti, come Trump, appunto, non è cristiano. Giriamo la domanda a monsignor Agostino  Marchetto, segretario emerito del pontificio Consiglio per la Pastorale di Migranti e Itineranti.

Eccellenza Marchetto, è compatibile con l’atteggiamento del cristiano alzare muri al posto di costruire ponti?

” Dico di no. Questo lo ribadisco nella ottica cristiana che parte, come è noto, da principi di carità: avevo fame e mi hai dato da mangiare, sete e mi hai dato da bere e via discorrendo. Pertanto, sempre da questa angolazione, il cristiano che voglia definirsi tale  per essere coerente, è tenuto ad una risposta aperta ed accogliente a prescindere e senza guardare alla etnie o ai passaporti. Il Signore, nell’operare la carità,  non ci domanda certificati “.

Possiamo dunque fare entrare tutti?

“Il problema sicuramente non sussiste  per i richiedenti asilo che hanno sempre questo diritto. Intendiamo  per questa categoria coloro che sfuggono a  guerre o persecuzioni. Hanno diritto all’accoglienza alla pari dei minori dei diciotto anni “.

E i migranti detti economici?

” Le ripeto. La risposta dei cristiani è sempre quella della accoglienza, sapendo riconoscere che nel mondo esiste una crisi enorme e che la distanza tra paesi ricchi e  benestanti, sviluppati, e quelli che definiamo in  via di sviluppo risulta enorme e talora  intollerabile. Ricordo ancora che il Signore non ha mai sollecitato la esibizione di status particolari per dare misericordia e che la regola o il dovere della ospitalità è ben radicato nella Scrittura”.

I migranti hanno il dovere, dal canto loro, di rispettare gli usi, le tradizioni e le sensibilità della terre che danno loro asilo?

” Certamente  sì. Chi dice il contrario non è  nella linea della Chiesa e dunque anche i migranti sono tenuti ad uno sforzo per raggiungere la piena integrazione.  In questo senso si è espresso  ottimamente il  Papa nel suo discorso ai rappresentanti diplomatici accreditati davanti alla Santa Sede, basta leggere quel testo”.

Alcuni paesi europei, pensiamo alla Ungheria  e alla stessa Polonia  dicono no alla entrata dei migranti nel loro territorio, come la mettiamo?

” Questo lo trovo singolare. La solidarietà non ha un doppio binario e questi paesi bene farebbero a ricordare la loro storia e quello che nelle difficoltà hanno  ottenuto. Non è possibile ricevere solo, occorre  ricambiare”.

Famiglia, qual è in ottica cristiana?

” Quella composta da un uomo e una donna madre e padre. Altri tipi di unioni non sono assimilabili o paragonabili alla famiglia naturale anche se  specie nei media lobby potenti e talora dominanti ci bombardano con messaggi che pretendono di fare pensare il contrario. E’ sempre accaduto questo e penso alla saggia definizione del cardinal Ratzinger il quale parlava di un Concilio Vaticano reale e uno dei media”.

Bruno Volpe

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