Monsignor D’Ercole: “Cavalcoli ha solo citato il Catechismo, ma è stato imprudente”

dercole“Sul terremoto e castigo divino una polemica esagerata. Forse Padre Cavalcoli è stato strumentalizzato”: lo dice in questa intervista a Lafedequotidiana Monsignor Giovanni D’ Ercole, vescovo di  Ascoli Piceno, una delle terre interessate dal  sisma.

Eccellenza, lei e la sua terra vi sentite toccati dalla esternazione di Cavalcoli?

” Io non mi sento turbato. In quanto alle popolazioni non penso che neanche ci abbiano badato , hanno problemi molto più seri , devono  pensare al domani. Ritengo che sia stata una polemica esagerata, molto baccano per nulla. Forse si è data eccessiva importanza alla questione”.

Dio manda i castighi?

” Faccio una premessa. Tutti quelli che  hanno  criticato padre  Cavalcoli davvero hanno ascoltato la integrale registrazione? O si sono limitati ai resoconti dei giornali e ai lanci di agenzia? Questo è importante. Io ho la sensazione, abbastanza sgradevole, che almeno in parte il sacerdote sia stato incastrato o quanto meno strumentalizzato. Cavalcoli ha citato quello che dice il catechismo della Chiesa cattolica”.

Ma Monsignor Becciu della Segretaria di Stato è insorto…

” Quello che fanno o dicono gli altri non mi interessa, rispetto le opinioni di tutti, naturalmente e non giudico. Dico quello che avrei fatto. Prima di creare vespai avrei chiamato al telefono il diretto interessato chiedendogli spiegazioni ed eventualmente di chiarire, smentire o precisare. Penso che non è saggio fare la guerra in casa tra di noi  cattolici. Non sto accusando nessuno, sia ben chiaro, ovviamente posso sbagliarmi”.

Ma come valuta l’ uscita di Padre Cavalcoli?

” Le ripeto che io non giudico e non sta a me farlo. Il teologo ha parlato secondo quello che dice il catechismo della Chiesa. Magari in  quel frangente l’affermazione non era opportuna o prudente. I principi di teologia vanno applicati con  saggezza , carità e verità alle circostanze. Cavalcoli è un teologo e probabilmente non ha pratica o senso pastorale. I principi devono essere abbinati al caso concreto con cura e sensibilità pastorale. Non è possibile giudicare una situazione di fatto partendo solo dai principi generali.”.

Bruno Volpe

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