Monsignor Bregantini: “Siano i fedeli a dare una risposta quando nelle processioni ci si inchina ai boss”

bregantini“Esiste la possibilità che mafia e organizzazioni  malavitose strumentalizzino a fini di prestigio sociale processioni religiose e relativi comitati organizzatori”. Lo dice Monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo della diocesi di  Campobasso- Bojano, che per lunghi anni  ha esercitato il ministero episcopale nella Locride. Con lui parliamo del problema processioni e infiltrazioni mafiose dopo il recente (ennesimo) episodio  con inchino e deviazione del percorso, avvenuto nel catanese.

Eccellenza Bregantini, nei pressi di Catania, la processione del  Venerdì Santo ha deviato la sua marcia per omaggiare un presunto boss mafioso stazionando sotto il suo balcone…

” Una brutta pagina, molto triste da vedere e da commentare. Siamo alla mortificazione della fede e del sacro usati per finalità opposte. Certamente non possiamo per questo fermare le processioni che sono figlie della devozione popolare che è importante e da incentivare nella sua forma corretta, però qualche cosa va detta e soprattutto fatta”.

Che cosa?

“Gli uomini di Chiesa  e la stessa Chiesa non hanno grandi responsabilità in questo, anzi fanno tutto quello che possono lavorando in condizioni molto problematiche. Spesso i sacerdoti rischiano in proprio e io ricordo nella Locride un coraggioso parroco che fu preso a   pallettoni di fucile per aver detto no a qualche potente locale. La vera risposta a queste situazioni di illegalità e  di arroganza devono darla certamente i fedeli laici  ma soprattutto le Forze dell’Ordine”.

Che cosa accade nel concreto, che cosa spinge a certi inchini imbarazzanti?

” Esiste la possibilità niente affatto remota,  anzi molto concreta, che le organizzazioni mafiose e la criminalità organizzata usino le processioni e le strumentalizzino. Entrano a piedi uniti nei comitati organizzativi, minacciano o fanno pressioni di ogni genere alle quali è difficile resistere per i modi energici usati”.

Perchè?

” Scelgono le procesisoni e la pietà popolare in genere per la ragione che assicura seguito e visibilità nel territorio, sono una sorta di rendita di posizione sociale ambita nella mentalità mafiosa. L’ inchino davanti alla casa del boss  vuole mostrare status sociale, potenza,controllo del territorio e questo piace ai mafiosi, forse ancora più della ricchezza. Sono disposti a tutto  pur di rimarcare il loro dominio con gesti plateali. Pertanto in molti casi i comitati organizzatori sono  vittime di queste situazioni e non hanno grandi responsabilità. E’ un sistema perverso, come perversa è la mafia”.

Eccellenza Bregantini scantonandio nella famiglia, lei è stato il solo vescovo italiano presente all’ ultimo Family Day, perchè?

” Perchè ho giudicato e continuo a farlo, quella esperienza molto bella e importante, utile alla difesa della famiglia che è sotto attacco. Dico ai confratelli vescovi, senza presunzione: assumiamoci le nostre responsabilità, usciamo allo scoperto. Io lo faccio e non me ne vergogno. La cultura laicista, non laica, bastona la famiglia  e ricordo che se questa salta, crolla la società intera. La legge Crinnà approvata dal Senato è un tentativo della cultura laicista di annientare la famiglia, un provvedimento ingannevole e grave, figlio della menzogna. Quella legge depista dai veri valori e dalla verità”.

Bruno Volpe

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