In tutto il mondo si chiede il ripristino della preghiera a San Michele

Gruppi spontanei di laici cattolici, negli USA e in Italia, preoccupati per l’attuale crisi all’interno della Chiesa Cattolica (anche per via dello scandalo crescente creato dalla vicenda dell’ex cardinal Mc Carrick) e consapevoli con l’Apostolo Paolo che la battaglia “non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”, si sono attivati proponendo delle petizioni online rivolte ai rispettivi vescovi affinché sia ripristinata la recita delle Preci Leonine al termine della Messa. Queste preghiere furono istituite da papa Leone XIII dopo una sua visione e includono un’invocazione a San Michele Arcangelo perché protegga la Chiesa Cattolica dall’attacco di Satana. La petizione italiana è su Change.org, mentre quella statunitense è stata pubblicata su LifePetitions.

I promotori chiedono che le petizioni vengano sottoscritte e diffuse dal maggior numero possibile di fedeli, anche per far sì che queste preghiere tradizionali, che possono essere recitate anche privatamente, vengano rese note ad un gran numero di Cattolici che non le conoscono.

Le due iniziative si muovono sulla scia dei provvedimenti presi sinora da otto vescovi statunitensi (primo tra tutti mons. Caggiano, vescovo di Bridgeport, nel Connecticut) che hanno già dato disposizione per ripristinare la recita della preghiera a San Michele Arcangelo dopo la Messa.

Pochi giorni fa anche Papa Francesco ha rivolto un appello simile ai vescovi di tutto il mondo, chiedendo che per tutto il mese di ottobre al termine del Rosario sia recitata la preghiera a San Michele Arcangelo insieme all’antica invocazione “Sub Tuum Praesidium” rivolta alla Beata Vergine Maria.

Fabrizio Giudici

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