Mario Adinolfi: “Il neo governo Cinquestelle-Lega è gay-friendly”

Dopo il botta e risposta su LA FEDE QUOTIDIANA tra l’Arcivescovo della Diocesi di Campobasso-Bojano, monsignor Giancarlo Maria Bregantini, che ha sostenuto che i 5 Stelle “non sono compatibili con la morale cattolica”, e i pentastellati molisani, che si sono dichiarati vicini ai valori cattolici più di altri partiti, interviene Mario Adinolfi.

“Il neo governo Cinquestelle-Lega è gay-friendly” secondo il giornalista, saggista (l’ultimo suo libro, sul terrorismo rosso, si intitola “Storia del terrorismo in Italia – l’oblio delle vittime, il potere dei carnefici”) e guida del movimento politico “Il Popolo della Famiglia” .

“Il neoministro di Grazia e Giustizia, ministro Guardasigilli, Alfonso Bonafede, contestava la legge Cirinnà perché ‘assicura solo un nucleo minimo di diritti’. Ne riteneva necessari molti di più, il neoministro della Salute, Giulia Grillo, spiegava quali: ‘La stepchild adoption’. Cioè la legittimazione dell’utero in affitto e della fecondazione eterologa anche in assenza di figura paterna. Pratica personalmente eseguita da Giulia Bongiorno, neoministro leghista della Pubblica Amministrazione”.

Ne ha per tutti Adinolfi.

“Il neoministro per i Rapporti con il Parlamento, Roberto Fraccaro, ha indicato come suo leader ideale uno che ‘sposa i gay e vive con duemila euro al mese’. La linea di Di Maio. Roberto Fico vi aggiunge anche le adozioni. Il neoministro del Sud, Barbara Lezzi, è poi una che esagera: oltre a matrimonio gay e utero in affitto definisce ‘una sconfitta dell’umanità’ non riconoscere tali fantomatici diritti. E con la Bongiorno sarebbe pronta a mandare in galera con apposita legge (ricordate il testo della legge Scalfarotto?) chi si oppone a tale visione”.

Per Adinolfi l’elenco potrebbe allungarsi e di molto. “Le amministrazioni grilline già hanno agito contra legem registrando alle loro anagrafi i figli di ‘due papà’ e di ‘due mamme’. A Roma come a Torino”.

Alla domanda sul cattolico Lorenzo Fontana, il neo ministro leghista alla famiglia, alla disabilità e alla demografia, Adinolfi risponde: “Fontana è persona seria e di spessore. Ma per i cattolici è una sconfitta grave vedersi rinchiusi nel piccolo ghetto di un ministero-contentino senza portafoglio. È l’impianto complessivo di governo a rischiare di essere profondamente anticristiano. Questo è il pericolo maggiore”.

Sul neo ministro del MIUR, Marco Bussetti, dice: “spero cancelli le ideologie gay friendly di varia natura dalle aule scolastiche, spesso mascherate. Il Popolo della Famiglia ha questo intento ben impresso nel logo del movimento. Ci farebbe piacere consegnarlo come intento a questo governo. Bussetti sul tema ha dato segnali contraddittori in passato. Nel contratto “del cambiamento” sul tema non c’è una parola. Anche per questo sono fieramente all’opposizione dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. A proposito, chissà cosa ne pensa il premier dell’argomento. Ma si può avere come premier uno di cui non si conosce nessuna opinione su nessun tema? Solo in Italia. Oggi tutti salgono sul carro di Conte, pure Vespa e Mentana. Vedrete che tra un paio d’anni, se durerà, sarà cacciato a pedate dagli italiani. Avremo perso altro tempo”.

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