L’Italia riconosce il genocidio dei cristiani armeni ad opera dei musulmani turchi

L’Italia è tra le 29 nazioni che hanno formalmente riconosciuto il genocidio degli armeni, lo sterminio di un milione e mezzo di persone che venne pianificato tra il 1915 e 1917 sotto l’Impero Ottomano musulmano ai danni della minoranza cristiana.

La Camera dei Deputati ha approvato con 382 voti a favore, 43 astensioni e nessun contrario, la mozione bipartisan che impegna il governo a «riconoscere ufficialmente il genocidio armeno e a darne risonanza internazionale», sulla quale l’esecutivo, rappresentato in aula dal vice ministro degli Esteri, Emanuela Del Re, si è rimesso al voto di Montecitorio.

La mozione è stata sottoscritta, tra gli altri da esponenti della Lega, M5S, Fdi, Pd, Leu, Misto-Usei ma non da Fi. Il dibattito che ha preceduto il voto è stato piuttosto acceso, soprattutto per l’intervento di Forza Italia che ha annunciato la sua astensione, mettendo in evidenza di come sia un errore portare avanti una mozione senza tenere conto delle buone relazioni con la Turchia, partner «strategico per l’Italia» ha detto il parlamentare Andrea Orsini.

A nome del Pd, la parlamentare Flavia Piccoli Nardelli, ha anunciato l’impegno del suo partito a riconoscere una pagina di storia indiscutibile, incoraggiando anche il dialogo politico tra Armenia e Turchia che «è un grande paese e per questo potrà fare i conto con il suo passato», facendo distinzione tra l’allora impero ottomano e la Turchia moderna di oggi.

Ad ascoltare il dibattito parlamentare, nel settore dedicato agli ospiti, erano presenti da una parte l’ambasciatrice armena e l’ambasciatore turco dall’altra. Un lungo applauso ha salutato l’approvazione tra l’emozione dei presenti.

Il testo della mozione fino all’ultimo è stato oggetto di intense trattative, soprattutto per il pressing del ministro degli Esteri, Moavero che aveva suggerito alcuni cambiamenti sostanziali che non prevedevano l’utilizzo del termine genocidio per non irritare la Turchia. Ankara, come si sa, mantiene un atteggiamento negazionista sulla pagina nera della sua storia.

Parlare di genocidio armeno in Turchia è un reato punito con l’arresto, previsto dall’articolo 301 del codice penale.

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