L’associazione Papa Giovanni XXIII: “Aborto, legge ingiusta e nemmeno applicata

«La Legge 194 non solo è ingiusta perché consente la soppressione di un essere umano, ma non è nemmeno applicata nella parte in cui si prevede il sostegno alle donne, che sono così private dei loro diritti. L’art. 2 prevede, o meglio prevederebbe, che “i consultori devono contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza”. È quello che fanno molte associazioni a favore della vita, come la nostra. La legge 194, come tutte le leggi, non è intoccabile. Si può migliorare al fine di favorire la nascita dei bambini: sono 85mila ogni anno quelli che mancano all’appello».
 
E’ quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, a seguito delle parole di Papa Francesco sull’aborto: “E’ come affittare un sicario per risolvere il problema”. L’argomento era tornato alla ribalta nei giorni scorsi in seguito della vicenda della mozione a favore della vita approvata dal Comune di Verona.
 
«Invitiamo a tutti i politici, locali e nazionali, che si occupano del tema. – continua Ramonda – Perché non venite ad incontrare le mamme che sono riuscite ad evitare l’aborto grazie alla presenza di volontari che le hanno accompagnate e gli hanno offerto un sostegno anche economico? Sono felicissime, soprattutto quando guardano i loro figli».
 
«La nostra Comunità è pronta a condividere la propria esperienza con chiunque abbia a cuore la vita delle madri e dei loro piccoli» conclude Ramonda. La Comunità Papa Giovanni XXIII dal 1997 opera al fianco delle donne che vivono una maternità difficile. Le gestanti sono accompagnate al fine di rimuovere le cause che le porterebbero ad abortire. Inoltre l’associazione gestisce il numero verde 800 035 036 per le maternità difficili cui chiedere ed ottenere ascolto e l’aiuto necessario.

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