L’arcivescovo Marchetto: “Dialogare non significa rinunciare alle proprie identitità e specificità”

 

“Migranti emergenza e fenomeno strutturale nello stesso tempo. Necessario il dialogo tra religioni”: lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato Monsignor Agostino Marchetto, arcivescovo, Segretario Emerito del Pontificio Consiglio per la Pastorale di Migranti ed Itineranti.

Eccellenza Marchetto, la politica in Italia si divide e litiga sui migranti. Secondo lei è questo un fenomeno emergenziale o  strutturale?

“Entrambe le tesi hanno del vero. Possiamo pertanto dire che le migrazioni sono per un verso emergenza, per altro strutturale”.

Chiarisca, prego..

“Esiste una vera emergenza umanitaria che si realizza ogni volta che persone incolpevoli muoiono in mare sfuggendo a guerre, persecuzioni, situazioni di pericolo o degrado e difficoltà. E’ emegerza quando bisogna proteggere dalla tratta minori e donne. Da un altro punto di vista è corretto dire che si tratta di un evento strutturale in quanto le migrazioni, nella storia, ci sono sempre state, fanno parte del nostro mondo”.

Eppure, specie nella politica italiana, il tema migranti monopolizza l’ attenzione..

“Gli uomini e dunque anche i politici molto spesso, non sempre, guardano di più all’immediato e non hanno visione lunga delle cose. In buona sostanza non si comportano da statisti e badano maggiormente alla propria utilità elettorale. Trasformare circostanze tanto serie ed anche drammatiche come queste in occasione di tornaconto politico ed elettorale è uno sbaglio”.

Arcivescovo Marchetto ritiene che esista un nesso tra il fenomeno delle migrazioni e il dialogo tra le religioni?

“Il dialogo tra religioni diverse è importante e persino necessario. Tornando per un momento al tema dei migranti ricordo che chiunque si professi cristiano in modo coerente dovrebbe leggere il Vangelo e meditare che tra  i doveri del cristiano ci sta l’accoglienza del forestiero e la cura verso i poveri. In sintesi, torna qui il delicato tema della difesa della vita umana e della sua dignità in ogni fase e stato, pertanto anche durante la stessa. In quanto al dialogo, è irrinunciabile”.

Come deve essere tale dialogo secondo l’arcivescovo Marchetto?

“Onesto, prima di tutto. Innegabilmente è più facile tra le varie confessioni cristiane dove maggiori sono i punti di affinità, anche nelle logiche e naturali diversità”.

E con l’Islam?

“Anche con l’Islam è possibile dialogare, ovviamente con quell’Islam che segue la pace ed è rispettoso dei diritti umani. Dialogare non significa rinunciare alle proprie identitità e specificità”.

E’ possibile?

“Va cercato con e nel realismo. Gesù è stato ed è il più grande realista, concreto. Io lo sono, vedo con ottimismo le cose, ma riconosco che il  problema non è semplice”.

 

Bruno Volpe

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