La nuova frontiera della profanazione eucaristica: ostie consacrate vendute sul web

Ostie consacrate in vendita sulla piattaforma on line Etsy.com. Questa la clamorosa profanazione che è stata scoperta sul web e che rappresenta l’ultima frontiera della profanazione eucaristica.

Il fatto è stato denunciato da alcuni siti in lingua inglese e ripreso da Sabino Paciolla in lingua italiana.

L’azienda di e-commerce Etsy.com ha messo in vendita “vere e proprie ostie cattoliche, consacrate da un sacerdote” e, oggi, risultano essere già state vendute. Il venditore, definendosi “AL” e la sua attività “Pentagora”, ha dichiarato che lo scopo delle nove ostie è quello di “fare abuso per le classiche feste nere o per scopi di magia nera”.

Il venditore ha sostenuto che le ostie sono state fatte e consacrate in Germania. Infatti l’elenco indicava che sarebbero state spedite dalla Germania.

LifeSiteNews ha contattato il fornitore per avere la prova che le ostie siano effettivamente consacrate. E la risposta di AL è stata: “Forse non lo sai, ma per celebrare un’autentica messa nera, le ostie devono essere consacrate da un sacerdote cattolico ordinato”.

“La Germania è sempre stata un Paese dell’occulto.  Non sei tenuto a credermi. Le persone giuste mi riconoscono, è tutto ciò che conta”, ha argomentato AL. Beverly Stevens, direttore della rivista cattolica Regina Magazine, ha detto che la vendita del Santissimo Sacramento in Germania non l’ha sorpresa. Stevens, che ha vissuto in Germania per sette anni, ha detto a LifeSiteNews che in quel paese “gli artefatti cattolici e gli oggetti sacri sono trattati di routine con il massimo disprezzo dalla gerarchia e dalle élite”. Stevens ha detto di aver visto le reliquie sacre in vendita in un mercato delle pulci di Wiesbaden. “Così la vendita di ostie consacrate online per scopi di culto satanico è completamente prevedibile. Dubito che qualche cardinale tedesco batta ciglio”.

La Chiesa cattolica insegna che durante la consacrazione della Messa le ostie eucaristiche diventano il corpo e il sangue, l’anima e la divinità di Gesù Cristo, conservando solo l’aspetto sensoriale del pane.

Per tale motivo si tratta di una grave profanazione, di un atto sacrilego contro il corpo di Cristo che richiede una risposta dalle autorità vaticane preposte a questo.

LA FEDE QUOTIDIANA ha recentemente affrontato la questione dei sacrilegi eucaristici QUI e QUI.

La consacrata Agnieszka Rzemieniec, del Comitato internazionale “Uniti con Gesù Eucaristia per le mani Santissime di Maria”, raggiunta da La Fede Quotidiana, ha chiesto aiuto al Vaticano e a chi di competenza presso i dicasteri vaticani, di estendere “in virtù dell’autorità del Pontefice regnante” la modalità di distribuzione della Santa Comunione che si attua in Vaticano (sulla lingua e non sulle mani) al mondo intero. La giovane donna aggiunge anche la possibilità di ricevere la Santa Comunione Eucaristica, oltre che sulla lingua, anche in ginocchio, su degli appositi inginocchiatoi da installare nelle varie chiese.

Questo perché “il fedele che si inginocchia afferma la sacralità dell’azione e del luogo dove si celebra. Togliere il segno visibile e permanente della prostrazione, ossia gli inginocchiatoi, come hanno fatto recentemente a Loreto, infligge un colpo mortale all’identità e alla sacralità delle nostre chiese. Il fatto che si voglia sostituire un tale gesto con lo stare inchinati, non risolve il problema, perché, da un lato non fa parte della tradizione liturgica latina, che ha pieno diritto ad essere riconosciuta e rispettata; dall’altro lato nelle sacre Scritture si parla in modo esplicito ed inequivocabile dello stare in ginocchio, come spiega san Paolo in Filippesi 2,10-11 o in Efesini 3, 14. Anche lo stesso Gesù Cristo si inginocchiò, soprattutto nel momento supremo della sua passione, quando si prostrò pure a terra in una intensa e drammatica orazione”.

Distribuire la Comunione sulla mano “favorisce questo tipo di abusi e di profanazioni”, ha detto la Rzemieniec che ha spiegato che “per tale motivo è stata lanciata una petizione on line che ha già raggiunto le 10 mila firme”.

“Il Cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha già espresso il suo favore ad acconsentire alla richiesta di permette la ricezione della Santa Comunione sulla lingua, per evitare gli abusi e ogni profanazione. Manca solo il via libera di Papa Francesco”.

Peraltro, un esperimento condotto negli Stati Uniti, ha dimostrato che, ponendo la comunione in mano, diversi frammenti, difficilmente scorgibili ad occhio nudo, rimangono prima impressi sulle mani. “Inoltre, accanto al rischio di profanazione continua, dobbiamo sventare il problema rappresentato dalle messe nere e dai circoli satanisti che, quasi meravigliati da questa consuetudine, possono più facilmente prelevare l’ostia e condurla via”

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