La Chiesa e la benedizione delle armi da guerra: nuova proposta in Russia

La Chiesa Ortodossa russa ha messo sul tavolo la possibilità di porre fine alla pratica, consueta in Russia, di benedire le armi da guerra, compresi i missili nucleari.

È di pochi giorni fa, infatti la raccomandazione da parte della commissione di legge ecclesiastica circa l’alternativa di benedire solamente i soldati e le loro armi, scelta su cui si esprime concorde anche il vescovo Savva Tutonov del patriarcato di Mosca.

Come riportato da un articolo pubblicato dal Religion News Service, l’arcivescovo si esprime positivamente riguardo la benedizione del soldato che presta servizio militare a difesa della patria, mentre rigetta l’idea di riservare lo stesso rito alle armi da guerra. Precisa infatti:

«alla fine del rito [di benedizione] anche l’arma personale è benedetta, precisamente perché collegata alla persona che sta ricevendo la benedizione. Per lo stesso motivo, le armi di distruzione di massa non andrebbero benedette».

La pratica di benedizione rimane comunque consueta in Russia, anche nell’era Putin, trovando l’approvazione del clero della Chiesa Ortodossa che, per l’appunto, non si pone in accordo con la proposta del vescovo Tutonov, la quale non vede ancora nemmeno l’approvazione dello stesso patriarca di Mosca, Cirillo I.

Vsevolod Chaplin, un sacerdote influente ed ex portavoce del patriarca, ha dichiarato al giornale Vzglyad che le armi nucleari sono state “gli angeli custodi” della Russia e sono risultate necessarie per preservare la “civiltà ortodossa”. Per Chaplin

“le armi nucleari hanno protetto la Russia dall’asservimento all’Occidente”.

Risposta differente dà invece la Chiesa Cattolica. Se gli ortodossi non vedono motivo per sospendere questi riti, i cattolici si esprimono in totale opposizione alle armi nucleari, incoraggiando piuttosto i paesi allo smantellamento degli arsenali.

Scriveva così San Giovanni XXIII nell’enciclica Pacem in terris:

«giustizia, saggezza ed umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti; si mettano al bando le armi nucleari; e si pervenga finalmente al disarmo integrato da controlli efficaci».

Roberta Conte

*Nella foto un sacerdote ortodosso russo benedice i militari presso un centro di leva militare della capitale Mosca.

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