La Chiesa cattolica costaricana accusa la televisione pubblica di “violare i diritti” dei cattolici

Il vice segretario della Conferenza episcopale costaricana, Mauricio Granados, ha affermato che “la Chiesa deplora enormemente” la decisione del Sistema Nacional de Radio y Televisión de Costa Rica (Sinart), cioè l’emittente pubblica, di smettere di trasmettere il rosario del mattino e la messa domenicale dal canale 13. La decisione è considerato dalla Chiesa cattolica “una violazione dei diritti […] in generale di tutti i costaricani», specialmente dei cattolici. Padre Granados ha spiegato che la religione “è un diritto umano essenziale” e che lo stato dovrebbe incoraggiare la possibilità per i cittadini di praticare la propria religione. “La non trasmissione della messa e del rosario comporta una concezione dello stato secolare in modo aggressivo, non lo stato in armonia con la realtà delle confessioni religiose. La Chiesa deplora profondamente la decisione del Sinart perché è una violazione dei diritti dei cittadini, in particolare dei cattolici, ma in generale di tutti i costaricani “, ha detto Granados.

 

A partire dal gennaio 2018 , Trece Costa Rica Televisión (in precedenza chiamato canale 13) smetterà di trasmettere questi programmi con contenuti cattolici, perché, secondo l’emittente, “nel trasmettere contenuti particolarmente cattolici si viola un principio della legge organica di Sinart, il principio del pluralismo religioso”. Il portavoce della Conferenza Episcopale sottolinea invece che “la non trasmissione della Messa e del Rosario comporta una concezione dello Stato laico in modo aggressivo”.

Il canale cattolico Telefides ha riferito che, data la decisione di Sinart di non trasmettere la messa domenicale, lo farà a partire da domenica 10 dicembre.

Anche il presidente della Repubblica, Luis Guillermo Solis , ha preso posizione: “per molti anni la Messa è stata trasmessa nel Sinart, e non c’è mai stata nessuna manifestazione contraria a quella programmazione. Costituisce un sostegno spirituale per molte persone che per vari motivi non possono andare in chiesa”.

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