Il “Guardian” promuove la cattolica Giorgia Meloni

In vista del voto del 4 marzo prossimo, il quotidiano The Guardian, dedica un ritratto per larghi tratti positivo a Giorgia Meloni, definita «il volto amichevole della destra italiana». Il quotidiano britannico dà conto ai suoi lettori delle ambizioni della leader di Fratelli d’Italia, che «coltiva la speranza di diventare la prima donna primo ministro del Paese». I sondaggi, scrive il Guardian, attribuiscono a Fratelli d’Italia tra il 5% e il 6% dei consensi, consegnando il partito della Meloni al ruolo di «junior partner» nella coalizione di centrodestra. Tuttavia, «in queste imprevedibili elezioni, l’idea che (Meloni) possa diventare la prossima leader italiana è meno fantasiosa di quanto sembri». Il Guardian osserva positivamente la campagna elettorale di Giorgia  Meloni. «In particolare, ha colpito favorevolmente la sua presenza nell’Italia centrale e nel Sud, nelle aree più povere». «Il suo “prima gli italiani”, la posizione anti-UE e le promesse di lavorare per preservare la famiglia tradizionale e migliorare la vita degli italiani di tutti i giorni, invece di assecondare i grandi affari, hanno anche aiutato a ottenere il sostegno di quelli a lungo disillusi dalla sinistra». Piace al Guardian il linguaggio meno duro di quello di Salvini, ma chiaro e diretto che la Meloni ha in tema di immigrazione, di contrarietà al matrimonio gay e alle adozioni per gli omosessuali.

Giorgia Meloni, classe 1977, di origini sarde da parte del padre Francesco (un commercialista che abbandonò la famiglia emigrando nelle Canarie quando la Meloni aveva dodici anni) e siciliane da parte della madre Anna, è cresciuta nel modesto appartamento della Garbatella, periferia popolare di Roma sud, rimasero solo donne: la nonna, la mamma, lei e la sorella. Poiché la famiglia era a corto di soldi, Giorgia scelse degli studi che le permettessero di impiegarsi alla svelta: linguistica all’Istituto professionale alberghiero. Da adolescente, il futuro ministro è stata barista al Piper, night romano; baby sitter del primo figlio di Fiorello, lo show man; più volte cameriera.

L’uccisione nel 1992 di Paolo Borsellino, il giudice vicino al Msi, fu per Giorgia la molla della svolta. Entrò in una sezione missina e vi trovò una seconda famiglia. Ha iniziato il suo impegno politico a 15 anni aderendo al Fronte della Gioventù.

Fumava due pacchetti di sigarette il giorno ma entrando alla Camera decise di smettere. E smise. Per lo stress della rinuncia, ingrassò otto chili. Stabilì che li avrebbe persi in due mesi e alla scadenza li aveva persi.

È stata Ministro per la gioventù nel quarto governo Berlusconi. Diventata ministro disse: «non voglio angosciarmi all’idea che un autista mi aspetti», e ha rinunciato all’auto blu. Non condividendo il supporto dato dal Popolo della Libertà al Governo Monti fonda il partito Fratelli d’Italia insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa, di cui è presidente dall’8 marzo 2014. Nel febbraio 2016 annunciò al “Family Day” (manifestazione organizzata in difesa dei valori tradizionali cattolici della famiglia e in contrapposizione all’estensione dei diritti per le famiglie omosessuali) di aspettare un bambino: la notizia suscitò però sui social network reazioni inaspettate di odio e cattiveria nei suoi confronti. A metà settembre del 2016 è diventata mamma di Ginevra. Il 27 gennaio scorso è intervenuto al convegno “Oltre l’inverno demografico” organizzato da ‘Alleanza Cattolica’ e dal ‘Comitato Difendiamo i nostri figli’. Sotto il suo intervento.

Il mio intervento al convegno "Oltre l'inverno demografico"

+PRIMA LA FAMIGLIA+Vi ripropongo alcuni passaggi del mio intervento di ieri al convegno "Oltre l'inverno demografico" organizzato da 'Alleanza Cattolica' e 'Comitato Difendiamo i nostri figli'.

Pubblicato da Giorgia Meloni su domenica 28 gennaio 2018

Una risposta

  1. Domenico

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