Il cardinale Christoph Schönborn trova “toccante” che le coppie omosessuali vogliano il matrimonio

Incredibili affermazioni dell’Arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn. Il porporato austriaco trova  “toccante” che le coppie dello stesso sesso vogliono il matrimonio. Lo ha detto durante una conversazione con il giornale tedesco Stern. 

“Personalmente, trovo che sia toccante che in un momento in cui il matrimonio sta perdendo la sua radiosità, le coppie omosessuali e le coppie conviventi vogliono questa forma definitiva di collaborazione”.

La sua convinzione, tuttavia, è che il matrimonio è “per l’uomo e la donna – quella relazione dalla quale può emergere la nuova vita”.

“Abbiamo accettato da tempo che lo stato consente un’altra forma di matrimonio “, ha afferma il cardinale. “Se una maggioranza parlamentare lo vuole, lo stato dovrebbe farlo in quel modo”.

L’arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn ha parlato anche sulla crisi della chiesa. “Nei casi di abuso non bisogna aspettarsi miracoli”, dice del prossimo raduno mondiale dei presidenti delle Conferenze episcopali. “Sarà un processo dolorosamente lungo, la cosa più importante è aumentare la consapevolezza”.

Sulla negazione e la copertura di molti membri del clero Schönborn ha detto che questo “è stato un grosso errore, era una questione di molti per proteggere l’istituzione. L’onore di un cardinale non dovrebbe mai essere al di sopra della protezione delle persone colpite”.

Il suo defunto predecessore, Hans Hermann Groer, egli stesso autore di violenze in molti casi di abuso, Schönborn lo ha descritto come “un grande uomo, perchè un uomo non è mai definito unicamente dalla sua colpa”.

Alla domanda se crede che i colpevoli di abusi sessuali rischiano l’inferno, Schönborn ha risposto: “Devo dirlo con tutta serietà: è, ovviamente, un pericolo per la vita eterna danneggiare e ferire gravemente i minori”.

“Che ne è stato di quel cardinale che un tempo frequentava Medjugorje e la Comunità Cenacolo? Quel bravo cardinale che saliva il Križevac ripercorrendo la Via Dolorosa e il Podbrdo meditando i misteri del Rosario?”, si è chiesto padre Ivano Liguori, cagliaritano, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, sul suo blog. “Davanti a cotanta commozione del porporato, c’è da tener presente anche la commozione di una Madre che piange per i suoi figli: ‘I Sacerdoti, ministri di mio Figlio, i sacerdoti con la loro cattiva vita, con la loro irriverenza ed empietà nella celebrazione dei Santi Misteri, con l’amore per i soldi, con l’amore per l’onore ed i piaceri, i sacerdoti sono diventati delle cloache d’impurità’ (Dal Messaggio della Madonna a Melania, La Salette, 1851). Maria piange e intercede per noi sacerdoti, che con le nostre parole e i nostri corpi dissacriamo la persona sacratissima di Cristo che vive in noi. Noi ministri dell’Altissimo, corpi donati al Signore affinché possa parlare e agire tra i fratelli, rischiamo di cadere nelle stesse scelte dei cristiani di Corinto e rendere le membra di Cristo, membra di prostituta (cf. 1Cor 6,15). Se di questi tempi vogliamo ancora trovare motivi di commozione, forse è iniziato il momento di guardare a Maria. A colei che come madre nostra e della Chiesa, trattiene ancora i meritati castighi dalla mano della Divina Provvidenza”.

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