I legami di Maduro con Sai Baba e stregoneria, quelli di Guaidó con massoneria e astrologia

Un libro dimostra la relazione di Nicolás Maduro con culti a Sai Baba e stregoneria, mentre Guaidó, il leader dell’opposizione venezuelana, ha il suo “guru” che crede che Guaidó sia un discendente di “un capo indigeno del sedicesimo secolo”.

La notizia è stata pubblicata dalla Segreteria del RIES (Red Iberoamericana de Estudio de las Sectas, Rete Iberoamericana per lo studio delle sette) sul portale InfoCatolica.

Il giornalista venezuelano David Placer, dopo il libro Los brujos de Chávez (Gli stregoni di Chavez) ha scritto un libro sulla influenza del guru Sai Baba su Nicolas Maduro, ed ha spiegato che dal 1958 tutti i presidenti del Venezuela, ad eccezione di Rafael Caldera, sono stati seguaci della stregoneria.

“Siamo un paese superstizioso, è qualcosa di culturale”, dice Placer, che vive in Spagna da circa 20 anni ed è negli Stati Uniti per presentare  El dictador y sus demonios. La secta de Nicolás Maduro que secuestró a Venezuela, pubblicato su Amazon.

Dal libro emerge che il presidente Maduro spende centinaia di migliaia di dollari in Santeria cubana. Maduro è “un devoto santero seguace di Sai Baba” e la moglie di Maduro, Cilia Flores, è più superstiziosa di lui. Con Cilia e diversi suoi nipoti, Maduro si è recato in India per vedere Sai Baba nel 2005, quando era presidente dell’Assemblea nazionale (AN), molto prima che “non potesse nemmeno immaginare” che sarebbe diventato presidente del Venezuela.

Nella sua ricerca, Placer dice di aver scoperto che oltre ad essere devoto di Sathya Sai Baba (1926-2011) e della Santeria, Maduro è seguito da uno stregone che da Miami viaggia regolarmente verso Caracas. Lo stregone si chiama Cirilo Enrique Rodulfo, faceva parte delle Forze Armate e costa molto caro per i suoi servizi. L’ex capitano dell’esercito vive a Miami, nel Doral Isles, ma viaggia a Caracas per rispondere alle richieste Maduro, come faceva con Chavez.

Durante gli anni di Chavez lo stregone “ha messo suo figlio come vice console del Venezuela a Miami” . Rodulfo si è vantato di aver predetto a Maduro che sarebbe diventato presidente anche prima che Chavez si ammalasse.

Maduro ha incontrato Sai Baba nel 2005 a Puttaparthi. Maduro ha avuto due incontri con il guru, uno pubblico, insieme a 30 devoti venezuelani e un altro privato. C’è una fotografia che è circolata online in cui il leader chavista è visto ai piedi di Sai Baba.

Secondo il libro, il presidente “lavoratore” , come ama definirsi, è circondato sia dai santeros che dai “saibabisti” . Tra questi ultimi c’è il cancelliere, Jorge Arreaza; il ministro per il servizio penitenziario, Iris Varela e il ministro dell’Istruzione, Aristóbulo Istúriz.

Ci sono circa 1.200 centri di Sai Baba in 114 paesi in tutto il mondo e i suoi seguaci nel mondo sono milioni di persone. Sai Baba, accusato di abusi sessuali e reati finanziari e possessore di un grande impero economico, predicava cinque punti di disciplina per trasformare ‘case e villaggi ‘: “Silenzio’, “pulizia”, “servizio”, “amore”, “non odio”. Paradossalmente il Venezuela di Maduro è l’antitesi di quei cinque punti e, incredibilmente, i ministri che hanno sviluppato le politiche di repressione e tortura in Venezuela sono saibabisti o hanno visitato Sai Baba.

Maduro è arrivato a sostenere che Sai Baba gli apparve e gli disse che era la fine di Chavez e non ha smentito di credere nella reincarnazione, come il defunto presidente.

Nelle file del chavismo altri devoti saibabisti, secondo il libro Placer, hanno realizzato “una rete di spionaggio invisibile e inviolabile, che attua i più terrificanti annientamenti degli avversari chavisti”. La figura più inquietante è il ministro per il servizio penitenziario, Iris Varela. ” Il capo delle prigioni ha creato un sistema orribile, il pranato”, ha aggiunto.

“I prani sono i capi delle prigioni, che le governano facendo affari con la costruzione di piscine, discoteche e gestendo affari da milioni di dollari con furti di veicoli, rapimenti e altro. Il ministro ha dato il potere assoluto ai prani, che escono di prigione a volontà e organizzano intimidazioni e omicidi degli oppositori del regime”.

Per quanto esotica possa sembrare, in Venezuela il saibabismo esiste dagli anni ’70 e si stima che abbia circa 200.000 seguaci. “Quando sono andato a Putthaparthi, sono rimasto colpito dal numero di latinoamericani. La più alta quantità era quella degli argentini e poi dei venezuelani”, ha osservato Placer. “Ho scoperto che i primi traduttori dei loro libri in spagnolo erano venezuelani e argentini.

Nel 2011, Maduro era Ministro degli Esteri. Quando Sai Baba morì l’Assemblea Nazionale decretò un giorno di lutto in Venezuela. Mentre non è stato detto nulla sulle accuse di abusi sessuali e crimini finanziari che hanno messo in ombra la fama del guru.

“Al suo arrivo alla presidenza, Chavez si è fatto un bagno rituale nelle cascate “de Sorte”, ha praticato la “tabaccomanzia” (leggere il futuro consultando il tabacco), ha chiesto in televisione il potere dei raggi degli stregoni della rivoluzione e ha tenuto un rito santero di fronte alle ossa del liberatore Simón Bolívar”. Da Cuba erano arrivati “santeros e babalawos” che si erano dispersi negli “uffici pubblici, nei ministeri e nelle proprietà militari “, ha aggiunto Placer. Il suo libro ha svelato “la stanza per rituali e sedute” esistente nel quartier generale presidenziale. Quando Chávez si ammalò di cancro “i canali televisivi ufficiali non smettevano di trasmettere le preghiere degli sciamani indigeni dell’Amazzonia e dei rituali di Babalawos per cercare una cura precoce. Il grido disperato degli orisha era diffuso in tutto il paese” . Quindi i Chavisti al potere era, e sono, “marxisti, leninisti e santeros”.

Anche il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidó, non scherza in materia di culti e pratiche esoteriche. Anche Guaidó, il leader dell’opposizione venezuelana, ha il suo “guru”. Si tratta di un astrologo che crede che Guaidó sia un discendente di “un capo indigeno del sedicesimo secolo”. Così ha scritto Catalina Göpel sul mass media cileno La Tercera.

Come Alberto Fujimori (che era solito consultarsi con veggenti e streghe) o Jair Bolsonaro (che ha un consigliere astrologo), anche Juan Guaidó, ha un “indovino” come consigliere informale, un certo “David”. Poco si sa, finora, dell’origine di David e dell’impatto delle sue predizioni sulle azioni di Guaidó in Venezuela. Entrambi si sarebbero incontrati a La Guaira, nello stato di Vargas.

L’astrologo venezuelano non solo avrebbe predetto come saranno “i viaggi” di Guaidó nel suo ruolo di leader dell’opposizione, ma lo avrebbe anche indicato come “il prescelto” per liberare il Venezuela. Secondo David, tutti i leader del Venezuela sarebbero “reincarnazioni dei loro predecessori”. Alla domanda sull’amicizia tra David e Guaidó, Fabiana Rosales, moglie del leader dell’opposizione, non ha voluto confermare il collegamento e ha solo dichiarato a La Tercera che “si sono incontrati qualche tempo fa”.

 

Una delle voci più forti che circolano su Guaidó è legata ai suoi presunti legami con la Gran Loggia del Venezuela, che è stata rafforzata da un video dalla Loggia Sudest, che ha espresso il suo appoggio: “Per la Gloria del Grande Architetto dell’universo Noi, i rappresentanti della Gran Loggia Sud-Est, forniremo il supporto incondizionato e fedele al nostro caro fratello Juan Gerardo Guaidó”.

“Guaidó è un massone?” fu la domanda posta dal giornalista Luz Mely Reyes di Efecto Cocuyo al nuovo leader del Parlamento. Il deputato, con un sorriso, evitò di rispondere con un “sì” o un “no” e disse che ogni uomo è costituito da una combinazione di cose. “Credo che un individuo sia una costruzione di cose. Sono nato e sono stato formato a La Guaira, sono di Macuto, ho una formazione ignaziana dell’UCAB, mi piaceva la filosofia, sono un ingegnere, ho preso una cattedra onoraria presso l’UCAB, ho fatto i miei tirocini in North Carolina”, ha detto. Il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana si è rivelato pragmatico e ha chiuso la risposta con una frase molto significativa: “Sono un pragmatico appassionato in tutto quello che faccio”.

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