Google celebra con un Doodles il prete belga Georges Lemaître

Lemaître entra gli ormai famosi Doodles di GOOGLE, quelli che vengono utilizzati per celebrare eventi mondiali importanti, anniversari e uomini e donne notevoli nella storia globale.

Il Doodle di oggi celebra il 124° compleanno del prete belga Georges Lemaître, l’uomo che ha scoperto che l’universo era in continua espansione.

Padre Georges Lemaître è stato professore di fisica presso l’Università cattolica di Leuven e ha proposto una teoria secondo cui l’universo si espandeva costantemente da un unico punto. Ha chiamato questo “l’ipotesi dell’atomo primordiale”, o “l’uovo cosmico”.

Propose anche ciò che in seguito divenne noto come “legge di Hubble” e “costante di Hubble” due anni prima di Edwin Hubble.

Studiò, scrive Wikipedia, prima nel collegio gesuita di Charleroi e poi matematica e scienze fisiche all’Université catholique de Louvain (Lovanio) dove ottenne il dottorato nel 1920 con una tesi su L’Approximation des fonctions de plusieurs variables réelles (L’approssimazione di funzioni a più variabili reali), avendo come relatore Charles de la Vallée-Poussin. Entrò in seminario a Mechelen nel 1920 e fu ordinato sacerdote nel 1923.

In seguito si interessò alla teoria della relatività di Albert Einstein, che incontrò numerose volte. Lavorò quindi all’osservatorio astronomico di Cambridge sotto la direzione di Arthur Stanley Eddington, e quindi al Massachusetts Institute of Technology dove ottenne il dottorato con una tesi sui campi gravitazionali all’interno della teoria della relatività generale, The gravitational field in a fluid sphere of uniform invariant density according to the theory of relativity. Ritornò in Belgio nel 1925, dove fu nominato professore ordinario all’Università di Lovanio e insegnò fino al 1964.

Nel 1927, indipendentemente dal lavoro di Fridman, Georges Lemaître ipotizzò che l’universo sia in espansione, basandosi sulle misure di redshift di Vesto Slipher e di Edwin Hubble e su una delle soluzioni dell’equazione di Einstein. Fu il primo a formulare la legge della proporzionalità fra distanza e velocità di recessione degli oggetti astronomici. Questa legge, apparsa in un suo articolo pubblicato del 1927 in lingua francese ma non ricompresa nella versione inglese dell’articolo redatta da Arthur Eddington, sarà riscoperta empiricamente da Hubble qualche anno dopo.

Nel 1930 infatti Eddington aveva pubblicato nei Monthly Notices of the Royal Astronomical Society un lungo e approfondito commento all’articolo di Lemaître del 1927 in cui definiva come una brillante soluzione ai problemi cosmologici la proposta del belga. Il lavoro originale fu pubblicato in inglese in versione ridotta nel 1931 con la successiva risposta di Lemaître ai commenti di Eddington.

Lemaître fu quindi invitato a Londra ad un convegno della British Association for the Advancement of Science sulla relazione tra universo fisico e spiritualità. Fu lì che egli propose che l’universo si fosse espanso da un punto iniziale, che chiamò atomo primigenio; ne trasse poi un articolo pubblicato su Nature. Lemaître stesso descrisse la propria teoria come l’uovo cosmico che esplodeva al momento della creazione.

Stimò l’età dell’universo tra 10 e 20 miliardi di anni, ben in accordo con le stime attuali. Einstein rifiutò la teoria di Lemaître, perché in quel periodo considerava l’universo immutabile. Qualche anno dopo Einstein disse che fu uno degli errori più grandi della sua vita.

La teoria di Lemaître fu chiamata teoria del Big Bang da Fred Hoyle il 28 marzo 1949, durante una trasmissione radiofonica della BBC. Negli ultimi anni si interessò a fondo di calcolatori elettronici e di informatica. Poco prima della sua morte, avvenuta nel 1966, seppe che era stata individuata la radiazione cosmica di fondo, che provava praticamente la sua teoria. Prima di morire pronunciò una delle sue più celebri frasi: “L’espansione dell’universo è provata soprattutto dalla costante espansione delle capacità umane”.

 

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