Giuliva Di Berardino sulle reazioni ai temi centrali della trasmissione della fede toccati da Gesù

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: mercoledì 15 Maggio 2019

Il Vangelo si presenta un pò come un bilancio sui miracoli di Gesù, posto nella parte finale del “Libro dei Segni”, una sorta di raccolta di testi sui miracoli di Gesù posti nel Vangelo di Giovanni che, a questo punto ci testimonia la grande varietà di reazioni rispetto ai “segni” del Regno che Gesù ha compiuto: molti credettero in Gesù ed ebbero il coraggio di manifestare la loro fede pubblicamente, altri discepoli credettero, ma non ebbero il coraggio di manifestare pubblicamente la loro fede per paura di essere espulsi dalla sinagoga. Molti, poi, non credettero. Il testo che quindi la liturgia ci propone oggi è una ripresa di alcuni dei temi centrali della trasmissione della fede che ha provocato queste reazioni. Trasmissione come “vangelo”, cioè come “annuncio di gioia”, “annuncio di vita”, “annuncio di vittoria”. Primo argomento: credere in Gesù è credere in Colui che lo ha mandato. Fidarsi di Gesù, lasciarsi illuminare dalla Sua luce, perciò Gesù dice “chi vede me”, significa lasciarsi illuminare dal Padre, Fonte della Luce eterna. Per questo il Vangelo annuncia oggi l’altro argomento centrale della fede cristiana: chiunque crede in Gesù non rimane nelle tenebre, perché è Lui, la sua umanità, che fa scoprire la luce, il lato luminoso di quello che per noi è oscuro nel nostro percorso di fede. Con Gesù anche l’oscurità del peccato può essere illuminato e può riflettere la luce di Dio. Come è possibile? Ce lo dice il Vangelo oggi, la terza verità che ci viene presentata: il nostro peccato è chiamato a diventare grazia, le nostre tenebre sono chiamate a trasformarsi in luce perché sono luoghi amati da Gesù, sono luoghi di salvezza. Per questo un cristiano non può temere il giudizio di Dio, ma desiderarlo per tutti! Il giudizio di Dio è proprio la luce che ci salva! E questo è un messaggio di gioia per tanti uomini e donne che hanno paura di Dio, hanno paura che il loro peccato possa offendere Dio, invece non è così! Il peccato dona a Dio la possibilità di essere Dio, e a Gesù la possibilità di essere Lui, Gesù! Yeshua, la nostra Salvezza! Non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo, ci dice oggi Gesù. Le ultime parole del “Libro dei Segni”, questo materiale che il Vangelo di Giovanni ci permette di rintracciare, sono, come ho detto all’inizio, solo un riassunto di quelli che per Giovanni sono i “segni” della Salvezza. E quì l’evangelista Giovanni non si riferisce ai grandi miracoli, ma a tutto ciò che il Signore disse e fece, perfino le minime cose. E’ come se Giovanni ci volesse dire che Gesù stesso è il Segno del Padre. E’ Lui il vero miracolo, è Lui la trasparenza totale a cui tutti noi siamo chiamati. Ecco quello che il Vangelo ci fa meditare oggi: noi vediamo Gesù che non si appartiene, che è interamente proprietà del Padre. E allora ci nasce nel cuore la domanda: e io? Mi fido di Dio, mi affido a Gesù? Chiediamo l’aiuto dello Spirito Santo, e preghiamo Maria, a metà di questo mese a lei dedicato, perché anche io e te possiamo essere oggi, come sono stati Gesù e Maria, totale trasparenza di Dio su questa terra. Ascoltiamo il Vangelo:

Gv 12, 44-50

In quel tempo, Gesù gridò a gran voce: “Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me”.

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

Per contattare la teologa Di Berardino scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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