Giuliva di Berardino sulle 4 indicazioni del Vangelo di Gesù per tenere uniti i cristiani

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

Mc 6, 7-13

In quel tempo, Gesù chiamò i dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: “Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro”. E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.

Il Vangelo di oggi continua il racconto di ieri. Gesù vive il rifiuto della sua gente, ma non resta a Nazareth: va oltre le chiusure, oltre i giudizi, oltre le calunnie. Gesù va sempre oltre, e ci insegna ad andare oltre! Lui sconfina, esce fuori da Nazareth e allarga la sua famiglia, la sua casa, partecipa la sua missione. Come? Inviando i suoi discepoli, inviando, quindi, ciascuno di noi! E se Gesù ci invia, non siamo mai soli! In questo angelo è scritto che Gesù invia i suoi discepoli a due a due, cioè non ci manda da soli, perché l’annuncio della fede cristiana è sempre annuncio di comunione, di fratellanza e questo annuncio è reso possibile solo se si vive in relazione con gli altri. Lo vediamo nel Vangelo: Gesù, davanti alla chiusura verso la sua persona, risponde con la relazione. Ecco, oggi anche noi cristiani rispondiamo con la relazione, mettiamoci in relazione! perché cercare l’altro, servire l’altro è la via evangelica della felicità. E oggi il Vangelo ci specifica com’è articolata questa relazione che tiene uniti i cristiani, donandoci quattro indicazioni: ospitalità, comunione, condivisione ed accoglienza degli esclusi. Ospitalità perché il cristiano mandato da Gesù, nella fede, è colui che non si mette subito in situazione di aiutare gli altri, ma di avere bisogno degli altri! Un cristiano vero non si pone mai con arroganza e autosufficienza come ci propone oggi la società, no! Si mette in situazione di aver bisogno degli altri, perché comprende che il farsi piccolo e povero ci aiuta a vivere una vera relazione di fiducia in Dio e negli altri. La seconda indicazione è la comunione, perché i cristiani cercano la comunione con tutti, non temono di contaminarsi con quelli che sono classificati dalla società come impuri, ma, come ha fatto Gesù, mostrano amore verso i peccatori, perché la purezza è la via dell’amore, cioè dell’unione in Dio, non della separazione! Terza indicazione: la condivisione e l’accoglienza, perché chi segue Gesù sa donare quello che ha ricevuto e non si distingue dagli altri, ma lavora, come tutti, anche se crede in Dio e in Gesù resta un essere umano che vive del suo lavoro e raccoglie i frutti del suo operare con fatica, come tutti! Quarta indicazione: accoglienza degli esclusi, perché Gesù ci ha insegnato che la via dell’amore è anche via di giustizia. La vita cristiana, proprio perché è vita di relazione con tutti, non può sopportare che ci sia distinzione tra povero e ricco. Ecco allora, oggi impariamo che vivere il Vangelo è annunciare a tutti che Dio ci sta vicino, nelle cose di ogni giorno, perché il Regno di Dio è in mezzo a noi. Allora chiediamo oggi al Signore di essere proprio noi questi discepoli che Gesù invia: c’è gioia nel seguire Gesù, nella pace che Lui dona nel considerarci tutti fratelli e sorelle su questa terra, perché in fondo abbiamo bisogno gli uni degli altri! Aiutiamoci, allora, a vivere e ad annunciare insieme il Vangelo, se vogliamo essere felici! Buona giornata!

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

 

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