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La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno

Versione audio

https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

Versione testuale

IL VANGELO DEL GIORNO: domenica 22 settembre 2019

XXV domenica del Tempo Ordinario

Il Vangelo di questa domenica XXV del Tempo Ordinario ci presenta il problema dei soldi, che per il vangelo è un vero problema. In particolare il Vangelo di Luca lo pone come un problema serio, forse perché la sua comunità non solo era ricca, ma anche incapace di gestire i beni materiali in modo cristiano. Ora, grazie a questa negligenza, possiamo imparare questo atteggiamento cristiano verso il denaro. Gesù, dunque, racconta una parabola, seguita da alcune sue esortazioni su questo tema. La parabola in breve racconta di un uomo ricco che aveva un amministratore, accusato di sperperare i beni del padrone. Non si dice se queste accuse siano vere o false, però una cosa è certa: l’amministratore si trova nei guai e deve rendere conto della sua gestione. Così, come potremmo fare anche io e te al suo posto,  comincia a pensare a qualche soluzione. Non ci stupisce che gli vengano in mente solo due possibilità: zappare o mendicare. Certo, diciamo che non sono soluzioni molto ottimiste, però forse è vero anche che, quando siamo davvero nei guai, pensiamo sempre al peggio! A un certo punto trova una soluzione: chiama  le persone che sono in debito col suo padrone e falsifica i dati del debito dovuto, diminuendo il debito. Ecco, Gesù elogia questo amministratore un disonesto. Cerchiamo di capire perché. Nel testo, per chi conosce bene la cultura ebraica, c’è evidente il richiamo alla fine dei tempi e al giudizio finale: si parla di un padrone a cui si deve rendere conto, di un tempo che è dato all’amministratore per gestire la situazione. Appare poi nel testo la ripetizione per tre volte del termine Mammonà, che in italiano traduciamo questo termine con “disonesta ricchezza“, traducibile anche come “ingiustizia“. Questi elementi ci fanno pensare che, nel garantirsi un futuro in quel poco tempo che gli rimane  prima della venuta del padrone, l’amministratore in questione tratta il denaro come qualcosa da gestire per salvarsi la pelle e cerca innanzi tutto di farsi degli amici col suo modo di gestire i soldi. Praticamente utilizza la ricchezza in funzione del padrone, cioè di Dio, a cui ogni conto, prima o poi, dovrà tornare. Impariamo allora una grande verità: per i cristiani, i soldi sono un’opportunità per amare di più, per entrare nel cuore, cioè nella vita delle persone, soprattutto le più povere, e dare loro dignità, libertà, nuove possibilità. Per chi vive il Vangelo, anche i soldi e la ricchezza sono una questione del cuore, perché il cuore, nella Bibbia, è il luogo della coscienza, dove ci ricordiamo di essere fedeli alla nostra chiamata di “figli della luce”, destinati all’eternità. Allora oggi ringraziamo Dio che ci riunisce in questa domenica per ricordarci che siamo figli della luce, e preghiamo che questo ricordo, questa celebrazione, non prematta che ci lasciamo comandare, nella nostra vita quotidiana, dai soldi e dalle ricchezze, perché questo ci uccide: ci isola dalle relazioni vere, ci toglie la libertà e ci impedisce di vivere nella gioia. Chiediamo invece al Signore che il Suo Santo Spirito ci renda “abili nelle cose che riguardano il Regno di Dio”, perché alla fine, quando non potremmo comprare più nulla con i nostri soldi, ciò che resterà non è il tempo che avremo perso stando seduti a piangere sui nostri sbagli, ma quello che avremo guadagnato cercando soluzioni per farci amare da chi non è amato, proprio come ha fatto questo amministratore.

Lc 16,1-13

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

 

Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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