Giuliva Di Berardino sulla tradizione cristiana della solennità del Corpus Domini

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno, solennità del Corpus Domini.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: domenica 23 giugno 2019, solennità del Corpus Domini

Corpo e sangue di Cristo

Oggi è la festa chiamata dalla tradizione cristiana Festa del Corpus Domini, oppure Solennità del Corpo e Sangue di Gesù Cristo. Il brano del Vangelo che ascoltiamo nella liturgia della messa è stato scelto proprio per questa festa dal vangelo secondo Luca, nel capitolo 9 dedicato alla missione dei Dodici. Per meditare meglio il testo e riflettere nelle sue parti significative, ascoltiamo subito il brano del Vangelo:

Lc 9,11b-17

Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Il testo ci racconta che Gesù si era ritirato in disparte, vicino alla città di Betsaida, desiderava far riposare i suoi discepoli dopo averli mandati in missione, ma è costretto a far fronte a un brusco cambiamento di programma perchè le folle lo seguono e Lui le accoglie. Questa accoglienza si compie proprio quando “il giorno cominciava a declinare“. Un particolare interessante, perché ci rimanda al brano dell’apparizione del Risorto ai discepoli di Emmaus. Ricordiamo? Ormai giunta la sera, Gesù spezza il pane davanti ai due discepoli, e i discepoli in quel gesto lo riconoscono. Possiamo affermare, dunque, che in questo testo Gesù, dopo aver dato ai Dodici il mandato di predicare il vangelo e di guarire i malati, ora affida loro anche il compito di dare “loro stessi” da mangiare alla gente, di farsi eucaristia per loro. E succede un contrasto che ci fa riflettere: da un lato ci sono gli apostoli in cerca di soluzioni umane, legate al denaro e al commercio, dall’altro c’è Gesù che, rendendo grazie e benedicendo Dio, realizza qualcosa di più semplice, ma di miracoloso: dona quel poco che c’è e crede che il Padre provvederà a trovare le soluzioni adatte. Impariamo allora che l’eucaristia è la soluzione di Dio ai nostri bisogni e che il modo di agire del Signore, contrariamente al nostro, non è darsi da fare per avere ciò di cui abbiamo bisogno, ma è partecipare al rendimento di grazie di Gesù, alla benedizione del Padre, attraverso un banchetto universale, offerto gratuitamente dall’amore di Dio per ciascuno di noi. Un banchetto universale in cui Gesù suddivide la folla in gruppi, perché il Signore non vuole che siano una massa anonima, ma che ci sentiamo un’unità dentro una realtà più grande. E ci sono ben cinque azioni di Gesù, indicati da cinque verbi, poi introdotti anche nella prassi della celebrazione eucaristica. Ma quì è evidente che Luca non solo ci trasmette un rito che la sua comunità sicuramente celebrava, attraverso questi cinque verbi, ma vuole dirci anche che il modo di agire di Dio diventa abbondanza, pienezza, e si realizza nella benedizione, che in ebraico significa proprio pienezza, e nel ringraziamento, che in greco si dice eucaristia. La festa di oggi, allora, ci fa celebrare il fatto che tutti siamo resi partecipi della gioia di questo banchetto universale eucaristico. Un banchetto anche eterno, perchè la pienezza e la gioia che Dio ci dona nella presenza del Risorto in mezzo a noi come pane spezzato per tutti, è una realtà di fede che non ci verrà mai tolta.

Preghiamo allora, iniziando questo giorno santo del Corpus Domini, con una parte della sequenza liturgica che oggi ascolteremo nella liturgia della santa messa, prima dell’annuncio del Vangelo: “Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non dev’essere gettato. Con i simboli è annunziato, in Isacco dato a morte, nell’agnello della Pasqua, nella manna data ai padri. Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nutrici e difendici, portaci ai beni eterni, nella terra dei viventi. Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo nella gioia dei tuoi santi. Amen.

Buon Corpus Domini a tutti!

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

 

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