Giuliva Di Berardino sulla profezia di Giovanni Battista

 

IL VANGELO DEL GIORNO: giovedì 12 dicembre 2019 

B.V. Maria di Guadalupe 

Mt 11, 11-15 

In quel tempo Gesù disse alla folla: “In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda”. 

Nel vangelo di oggi, troviamo un personaggio importante per questo periodo d’Avvento: Giovanni il Battista. Per i cristiani San Giovanni Battista è un profeta indispensabile per comprendere la messianicità di Gesù e quindi la sua missione. Gesù stesso ci conferma che la Legge e tutti i profeti hanno “profetato fino a Giovanni”, affermando quindi che la missione profetica di Giovanni traccia una via verso il futuro nella misura in cui la si concepisce come una figura di compimento del passato. In questo senso la profezia di Giovanni preannuncia la venuta del Signore nello stesso tempo che la compie. Quindi Giovanni è questo personaggio fondamentale per procedere nel nostro cammino di Avvento. Le parole di Gesù ci assicurano , è “quell’Elia che deve venire”. Elia era una grande figura profetica, molto poplare al tempo di Gesù, che , secondo la tradizione orale dei Farisei, doveva venire per preparare la venuta del Messia e ricostruire la comunità, compiendo la profezia di Malachia, al cap. 3, versetto 24: “Ricondurre il cuore dei genitori verso i figli ed il cuore dei figli per i genitori”. La venuta di Giovanni quindi, ci introduce in questo nuovo Regno, in cui il cuore dei figli verso i genitori e dei genitori verso i figli viene ricostruito. A questo, ci spiega Gesù, contribuisce una sorta di violenza, che prima della sua venuta era “sofferta” nel Regno dei cieli. L’annuncio messianico che il profeta precursore porta nel mondo ha a che fare con una conquista che si ottiene attraverso la bontà e la tenerezza. Il Vangelo ci parla di una conquista che si ottiene con la violenza del Regno, questa violenza che riguarda un nuovo modo di vedere le cose, di percepirle, di capirle e di viverle. E allora oggi quindi il Vangelo ci annuncia che la venuta del Signore ci rende figli, ci riunisce nell’amore del Padre. Però noi possiamo conquistarla, anzi!…dobbiamo conquistarla, se vogliamo salvarci ed entrare nel Regno di Dio. Allora in questo giorno chiediamo a Maria, che ricordiamo apparsa e venerata a Guadalupe, di aiutarci a conquistare la pace del Regno, combattendo contro le nostre tendenze egoistiche, i nostri vizi, contro tutte le abitudini che ci centrano su noi stessi, per poter diventare segno della tenerezza di Dio Padre in questo mondo. Buona giornata! 

 

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