Giuliva Di Berardino sulla figura fondamentale di Giovanni nella storia della salvezza

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: lunedì 24 Giugno 2019

Natività di S. Giovanni Battista

Le uniche nascite che la Chiesa celebra nella sua liturgia, dopo il Natale di Gesù sono: la Natività di Maria e la Natività di Giovanni Battista. Questa scelta liturgica ci conferma il fatto che la figura di Giovanni nella storia della salvezza è fondamentale. Giovanni è il profeta che ci introduce al compimento dei tempi nuovi e nello stesso tempo ci fa riandare al fondamento del Vangelo che è l’annuncio della Pasqua. Così, celebrare la sua natività è anche celebrare il dono che ciascuno di noi ha ricevuto di essere stato introdotto alla fede cristiana, in particolare attraverso l’annuncio della salvezza, il desiderio della conversione, il battesimo. E allora non possiamo ignorare questa festa di oggi, perché la fede cristiana è questa testimonianza di annuncio che si compie con la vita. Il profeta Giovanni Battista ci ha mostrato con la sua vita, che si è compiuta nel martirio, che ogni vita cristiana viene alla luce col battesimo e da qui riceve una missione, quella di mostrare l’Agnello di Dio, cioè Gesù. Allora questo giorno ci sia di stimolo per allenarci a fare quello che ha fatto Giovanni il Battista per tutta la sua vita: predicare la salvezza, distogliendo l’attenzione della gente da noi stessi per concentrarla solo su Gesù. Alleniamoci a far sì che, come Giovanni, anche la nostra persona, la nostra vita, la nostra missione e il nostro annuncio sia tutto rivolto a Gesù. Oggi possiamo ricevere una nuova relazione con Gesù, celebrando la Natività del Battista: chiediamolo allo Spirito Santo! Che faccia sorgere dal nostro cuore, in modo nuovo, quella gioia della lode che fa parlare i muti, come ha fatto parlare il sacerdote Zaccaria, il papà di Giovanni, che era rimasto muto per l’incredulità della sua nascita, quando gli venne annunciata dall’arcangelo Gabriele. Giovanni suscita la lode, fa parlare i muti, perché è lui la voce che introduce i tempi nuovi del Messia. Il bambino che sarà chiamato per sempre profeta dell’Altissimo è lui, è lui il profeta della vita nuova che ci appartiene grazie a Gesù. E quando Zaccaria squarcia il silenzio gridando: “Giovanni è il suo nome”, impariamo che questo è anche il nostro grido perché Giovanni significa: “il Signore è misericordia”! Ci dia gioia allora questa festa della natività inattesa del profeta Giovanni, rallegri il nostro cuore, ci attiri la visita gioiosa di Maria (lei era presente alla nascita di Giovanni) rinnovi l’universo, converta i nostri cuori e faccia sgorgare anche dalle nostre labbra la lode che ci guarisce.

Lc 1,57-66.80

Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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