Giuliva Di Berardino sul vero Shalom, cioè la vera pace che è quella che dona Gesù

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.
Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: Pasqua di Risurrezione

giovedì 25 Aprile 2019

Il Vangelo di oggi continua il racconto dei due discepoli diretti a Emmaus. Dopo aver riconosciuto il Signore allo spezzare del pane, si voltano indietro, cambiano direzione, tornano a Gerusalemme, dagli apostoli e dalle donne, testimoni del Risorto. L’incontro col Risorto li spinge a ritrovare la comunione con gli apostoli del Signore. Giunti a Gerusalemme, mentre raccontano l’accaduto agli apostoli e alle donne, ecco che il Risorto appare in mezzo a loro. E’ interessante che Gesù appaia non per chiedere qualcosa ai suoi amici, ma semplicemente per stare in mezzo a loro, solo per regalare il suo Shalom, la sua pace. Ed è così: quando Gesù riunisce nella fede tutti noi, non lo fa per chiederci qualcosa, ma perché vuole regalarci un tempo di pace. Gli unici desideri che Gesù manifesta sono quelli di essere toccato, abbracciato dagli amici, visto che essi credevano fosse un fantasma, e poi quello di mangiare con i suoi amici, azione che nella Bibbia significa partecipare alla vita dell’altro e condividere con lui la propria vita. Questo vuol dire che Gesù desidera starci vicino, manifestarci la sua amicizia affinché, in comunione con Lui, noi tutti possiamo trasmetterci l’un l’altro, lo Shalom di Dio, perché solo chi ha un cuore in pace può cogliere il senso della vita. Ma il Risorto deve rassicurare i suoi amici perché essi possano ricevere la pace. Infatti, in questo Vangelo, come in tutti i racconti di risurrezione, sia gli apostoli di Gesù, sia le donne che l’hanno seguito fino alla fine, davanti al Risorto, hanno tutti sperimentato sentimenti contrastanti come paura e gioia insieme, per questo hanno bisogno della pace, per poter accogliere pienamente la vita del Risorto in loro. Oggi, dunque, riceviamo anche noi questa pace, perché, nonostante siano passati due millenni dalla Risurrezione di Cristo, tutti noi siamo sconvolti davanti alla verità della Risurrezione. Risorgere dai morti non significa semplicemente ritornare alla vita di prima, ma significa andare avanti, procedere in modo nuovo, in modo diverso da prima! La Risurrezione è una trasformazione di sé alla luce della vita futura. Disponiamoci allora oggi, con semplicità, a ricevere anche noi la pace, perché il Risorto possa incontrare la nostra vita e trasfigurarla. Buona Pasqua!

Lc 24, 35-48 

In quel tempo, i discepoli [di Èmmaus] riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho”. Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: “Avete qui qualche cosa da mangiare?” Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: “Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi”. Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: “Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni”.

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.
Per contattare la teologa Di Berardino scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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