Giuliva Di Berardino sui consigli di Gesù per vivere i 3 grandi temi della pratica religiosa biblica

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: mercoledì 19 Giugno 2019

Nel vangelo di oggi propone l’inizio del capitolo 6 del Vangelo di Matteo insieme ad altri versetti, sempre dello stesso capitolo, in cui Gesù ci presenta i suoi consigli su come vivere l’elemosina, la preghiera e il digiuno, i  tre grandi temi della pratica religiosa biblica. E vediamo che Gesù dona una qualifica particolare a queste pratiche, non perché le amplia aggiungendo pratiche ascetiche o riflessioni metafisiche, ma perché specifica che queste tre pratiche religiose riguardano l’atteggiamento interiore del cuore. Per Gesù la nostra sicurezza interiore, la nostra vita profonda è la nostra relazione col Padre! Non è in ciò che noi facciamo o che diciamo, e non è in quello che rinunciamo per Dio, ma in ciò che Dio fa per noi, in ciò che Lui ci comunica nel segreto del cuore, nell’abbondanza, anzi, nella sovrabbondanza di gioia di cui Lui ci ricolma il cuore. Per questo il Vangelo ci ricorda oggi che non serve per un cristiano cercare l’approvazione degli altri. E’ vero: siamo nella cultura della pubblicità, ma Gesù oggi ci consegna un  antico proverbio in uso ai suoi tempi, che dice così: “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra“. Con questa espressione i contemporanei di Gesù capivano benissimo che l’amore di carità non fa rumore. Perché? Perché il bene, l’amore cristiano, è luce! E la luce non grida, ma apre la nostra sensibilità. La luce, anche se piccola, brilla nelle tenebre e, senza fare rumore, le caccia via! Per questo il Signore ci dice che, da parte nostra, è necessario solo mantenere il cuore nella luce, attraverso il distacco totale dalle cose e il dono totale di sè, nella gratuità. Ecco allora che perfino la preghiera, se non vissuta in una modalità tale da mantenere una relazione viva con Dio, può diventare un’occasione per mostrarsi ed esibirsi dinanzi agli altri. E così è anche per il digiuno, che al tempo di Gesù doveva essere svolto seguendo una serie di  gesti esterni ben visibili: non lavare il volto, non allisciarsi i capelli, usare vestiti sobri. Ecco, Gesù ci dice invece di assumere atteggiamenti contrari a questi! Perchè anche digiuno riguarda la nostra relazione col Padre. Perciò, all’inizio di questo nuovo giorno, chiediamo allo Spirito Santo di aumentare in noi la qualità della nostra  relazione personale con Dio Padre, così che possiamo contagiare gli altri nel bene, nell’amore di carità che è il fondamento di tutto l’insegnamento di Gesù. Chiediamo allo Spirito Santo di farci sentire nel cuore la dolcezza della relazione con Dio Padre perché possiamo essere dei figli che Lo amano con lo stesso cuore del Suo Figlio amato, Gesù.

Mt 6, 1-6. 16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini, In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

 

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