Giuliva Di Berardino su un discorso di Gesù difficile da comprendere

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: sabato 11 Maggio 2019

Nel Vangelo di oggi troviamo la conclusione del lungo discorso sul Pane di Vita che la liturgia ci ha proposto in questa terza settimana del periodo di Pasqua. Si tratta di un discorso difficile da comprendere, tanto da provocare scompiglio nella folla, come abbiamo ascoltato ieri. Oggi, dunque, Gesù si trova di fronte alla realtà del fallimento apparente della sua missione: la grande folla che seguiva il Maestro comincia a dileguarsi, diversi restano turbati dal suo insegnamento sul pane di vita. Certo, per gli ascoltatori del tempo, per quella folla, il turbamento è anche comprensibile, dato che si stava parlando della celebrazione della Pasqua e tutti potevano capire che Gesù si stava lui stesso identificando con l’agnello immolato, sacrificato per la festa della Pasqua. Quello che invece ci interroga e in qualche modo ci sconvolge, e sicuramente dovette sconvolgere anche Gesù, è il fatto che, come ci conferma il Vangelo, a essere turbati sono anche i discepoli, proprio quelli che avevano creduto in Gesù, che erano stati guariti, liberati, rialzati da Lui,  quelli che lo avevano seguito, alcuni perfino lasciando la loro casa, il loro lavoro. Ecco, Gesù si trova in questa situazione: anche loro se ne vanno. E il motivo è che il linguaggio di Gesù è “duro“, “sklhroV” in greco. Nel Vangelo non si usa questo termine in riferimento a Gesù, tranne in Lc 9, 51 “Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli rese duro il suo volto incamminandosi verso Gerusalemme.” Ed è interessate che il Vangelo di Giovanni ci parla di un linguaggio duro di Gesù, mentre Luca ci descrive un comportamento duro di Gesù. Entrambi gli evangelisti indicano una durezza che ha a che fare con la Pasqua: Luca fa riferimento all’innalzamento di Gesù e quindi alla croce, Giovanni all’offerta del corpo di Gesù e quindi al pane di vita. Entrambi, come vediamo, fanno riferimento alla Pasqua di Gesù, cioè alla salvezza che Lui è venuto a compiere in noi. La durezza di Gesù, la sua radicalità e la sua determinazione nell’amore è per noi una salvezza. Ecco allora oggi il Vangelo che ci mostra come Gesù ci salva, non lasciandosi coinvolgere, nè dai turbamenti della folla, nè dalle crisi dei discepoli. Ma non solo, il Vangelo ci annuncia che Gesù ci libera, perché non si lascia impaurire dalla prospettiva della solitudine! Gesù non cede a compromessi, non si lascia manipolare da nessuno, non si lascia confondere negli inganni del Demonio per paura di restare solo, come potremmo fare noi. Quante volte abbiamo ceduto per pura di restare soli! Oggi possiamo riconoscerlo davanti a Gesù, davanti alla libertà del Figlio di Dio che, con grande pace e mitezza, si gira verso gli apostoli per dirgli che sono liberi di andare via. Gesù è libero perché dona la libertà di lasciarlo solo. Egli assume su di sé la conseguenza del rifiuto all’amore, alla relazione. Ecco allora oggi il Vangelo ci ricorda che l’amore vero non può che essere una scelta di vita, che diffonde gioia nella misura in cui  si è pronti ad assumere il dolore di un rifiuto. Chi è immerso nell’amore di Gesù, nel Suo Spirito, nella sua Risurrezione, chi nutre del Suo pane di vita, ama davvero, ama nella libertà. E chi ama davvero, si riconosce da una cosa: è capace di dare con gioia, e nonostante tutto! E’ la durezza dell’amore, la radicalità del dono che apre i cuori, che scalfisce le pietre. E questo ce lo mostra proprio Pietro, che come sappiamo tutti si chiamava Simone, ma Gesù lo chiama Pietro perché è una pietra scalfita dall’amore di Dio. Pietro ci consegna le parole che oggi possiamo far nostre e ripeterci, davanti alle nostre durezze, alle nostre chiusure, alle nostre paure, ai nostri rifiuti: “Signore, Da chi andremo! Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio!”. Preghiamo allora gli uni per gli altri, perchè la presenza del Risorto sia anche in noi potenza d’amore. Ascoltiamo il Vangelo:

Gv 6, 60-69

In quel tempo, molti tra i discepoli di Gesù, dissero: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?”  Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: “Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono”. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio”. Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?” Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”.

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

Per contattare la teologa Di Berardino scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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