Giuliva Di Berardino su Gesù che arriva a Gerico, l’ultima fermata prima di salire a Gerusalemme

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno

Versione audio

https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

Versione testuale

IL VANGELO DEL GIORNO: lunedì 18 novembre 2019

Il vangelo di oggi ci racconta dell’arrivo di Gesù a Gerico, l’ultima fermata prima di salire a Gerusalemme. Sentendo passare la gente, ci annuncia il Vangelo, un cieco domandò che cosa accadesse. Era cieco, e non poteva partecipare alla processione che accompagnava Gesù. Allora, racconta il Vangelo, questo cieco incominciò a gridare. E il Vangelo ci racconta la reazione di quelli che accompagnavano Gesù, che è molto interessante: sgridano il cieco e gli dicono di tacere. E’ interessante perché il grido di un cieco, il grido di un povero, provoca una reazione di fastidio, e questa situazione, se ci fermiamo a meditarla un attimo, ci rendiamo conto che è qualcosa che interessa anche a noi. Perché? perché un povero che grida ci mette subito in questione, ci mette immediatamente di fronte alla nostra coscienza, alle nostre mancanze e non possiamo restare indifferenti. Il grido di chi soffre arriva al cuore, come un pugno che ci colpisce il volto. E ancora oggi, il grido dei poveri colpisce la nostra società: pensiamo ai migranti, ai mendicanti, ai rifugiati, ai malati, quelli che non possono permettersi un’assistenza! Sono situazioni che ci scuotono, e allora facciamo come questa folla: facciamo di tutto per rimuovere questi fastidi dal nostro cuore e non fermarci. Ma Gesù si ferma, e obbliga tutto il suo corteo a fermarsi con Lui per aiutare il povero cieco. Così il cieco guarisce per la sua fede, per aver rivolto il suo grido di fiducia solo in Gesù, nonostante tutti gli ostacoli che aveva intorno. Ecco, questo Vangelo oggi ci riempie di speranza: quando noi come questo cieco povero, ci troviamo in situazione che ci rende talmente poveri e perfino emarginati da tutti, quando non ci resta che gridare perché nessuno ci ascolta e ci sentiamo umiliati, possiamo gridare verso Dio, possiamo gridare come questo cieco al Signore Gesù e sappiamo che Lui ci ascolterà, si fermerà, ci guarirà e ci darà la grazia, come ha fatto a questo cieco, di incamminarci con Lui verso Gerusalemme, cioè verso la realizzazione piena della nostra fiducia, che è il dono della vita di Gesù per noi. Allora oggi abbiamo due indicazioni da questo Vangelo: lasciarci interpellare dal povero che grida, se ci sentiamo questi ricchi che girano la testa davanti alla povertà, magari anche davanti alla povertà del nostro cuore, oppure gridare verso il Signore, se ci sentiamo come questo cieco. Allora iniziamo questa giornata con la gioia di sapere che dovunque siamo, se siamo ricchi o poveri, siamo sempre accolti dal Signore, che Lui solo è il nostro rifugio, la nostra speranza e la fede in Lui può guarirci la vista per farci vedere il povero, le nostre povertà, oppure guarirci la vista, come questo cieco a Gerico, dandoci oggi una nuova vista sulle cose, sulle persone, sul nostro lavoro, dandoci una nuova vista nella fede, per seguirLo fino alla fine, portando a tutti coloro che incontriamo questa nuova luce, nel nome di Gesù.

Lc 18, 35-43

Mentre Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: “Passa Gesù il Nazareno!” Allora incominciò a gridare: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!” Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò: “Che vuoi che io faccia per te?” Egli rispose: “Signore, che io riabbia la vista”. E Gesù gli disse: “Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato”. Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.

 

Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.