Giuliva Di Berardino spiega perché i discepoli cercarono di impedire ai bambini di avvicinarsi a Gesù

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

Mc 10, 13-16

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani, li benediceva.

Accogliere i bambini, al tempo di Gesù, significava praticamente perdere tempo. Allora come oggi, dei bambini ci si deve prendere cura, fare attenzione, cercare di non turbarli troppo! Forse la situazione non è cambiata dal tempo di Gesù, in questo senso. Nonostante la società ci dia l’impressione che l’infanzia sia molto più curata rispetto a quella che c’era ai tempi di Gesù, e nonostante che i bambini abbiano dei diritti e certe volte vengono più ascoltati degli adulti, in realtà i bambini di oggi sono soli, lasciati a loro stessi nelle grandi sofferenze interiori che vivono. Da loro si pretende maturità, ma spesso siamo proprio noi adulti a non dare loro l’esempio e quindi è facile che si disorientino. Questo ci mostra oggi il Vangelo: i discepoli cercano di impedire ai bambini di avvicinarsi al Maestro, ma facendo questo mettono un impedimento a Gesù e non Gli permettono di raggiungere quelle sofferenze innocenti che tutti ci portiamo dentro, quelle che tutti nascondiamo ma che spengono la vita nel profondo, come un peso inconscio che incombe sulla nostra storia, anche di adulti. Gesù non fa il maestro con questi bambini, ed è bello questo! Gesù è per loro una presenza diversa dal maestro che tutti possiamo immaginare: li prende tra le braccia, li benedice, come poteva fare un padre con i propri figli! Ma perché Gesù si mette a fare questi gesti lì, davanti a tutti, su quei bambini? Perché ciascuno di noi adulti potesse vedere con i propri occhi come ama Gesù, come ama Dio, che prende con tenerezza la nostra piccolezza, la nostra pochezza e non solo la prende, ma la benedice! Ecco allora oggi abbiamo davanti a  noi i gesti della benedizione di Gesù per noi, una presenza tenera, gratuita, pura e amabile. Questo è il cuore del suo insegnamento, ciò che oggi può renderci cittadini del Regno dei cieli, già su questa terra. Buona giornata!

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

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