Giuliva Di Berardino spiega come Gesù viveva la compassione

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

Mc 6, 30-34

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’”. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Il vangelo di oggi ci presenta Gesù che ha compassione della folla. Vorrebbe riposarsi con i suoi discepoli, ma dimentica il suo riposo e comincia ad insegnare. Da questa scelta di Gesù che oggi il Vangelo ci presenta, comprendiamo una verità importantissima: l’insegnamento di Gesù non è un insieme di parole che producono una dottrina nuova per ostacolare i maestri della Legge e i farisei, no! l’insegnamento di Gesù è fatto di gesti, di incontri con le persone, con la loro storia e la loro sofferenza, di scelte concrete per insegnarci che cos’è la carità, l’amore.

Gesù sa che un insegnamento non è mai separato dalla persona che lo comunica. Se uno parla di accoglienza, insegna l’accoglienza solo se almeno si impegna egli stesso a  essere accogliente; se uno parla di amore e rispetto sa insegnarlo nella  misura in cui sa dare rispetto e si impegni a ricercare il bene degli altri! Gesù è una testimonianza continua e costante di ciò che insegnava e di ciò che Lui stesso viveva. Lo vediamo in questo Vangelo: nel rendersi conto che la gente non ha un pastore, Gesù comincia ad essere pastore e a prendersi  cura  degli altri, non solo di quelli che già lo seguivano e con i quali avrebbe voluto ritirarsi.

Gesù si accorge che c’è un insegnamento più importante da dare ai suoi discepoli, un insegnamento che ha la priorità su tutto, perfino su quello che avrebbe voluto dire Lui ai suoi amici. Si rende conto che spesso la vita ci mette in condizione di vivere “in pratica” quello che forse non riusciremmo a vivere, pur avendo ascoltato tanta teoria. Si rende conto che la vita và affrontata come si presenta e che, quando qualcosa o qualcuno ci commuove, forse non è sbagliato dargli la priorità rispetto alla preghiera o alla riflessione.

Santa Teresa d’Avila, grande santa, dottore della Chiesa e maestra di spiritualità, scrive nel suo libro “Il castello interiore” queste parole: “Quando vedo delle anime tutte intente a investigare sul loro tipo di orazione e assai concentrate quando vi sono immerse (sembra che non osino muoversi per non distrarre il loro pensiero e non perdere un po’ del gusto e della devozione che vi trovano), mi rendo conto quanto poco esse comprendano quale sia il cammino da seguire per giungere all’unione. E pensano che tutto lo sforzo stia lì. No, sorelle mie, no; opere vuole il Signore. Se vedi un’inferma a cui puoi dare qualche sollievo, non deve importarti niente di perdere quella devozione e patire con lei; e se soffre qualche dolore, devi sentirlo anche tu; e se fosse necessario digiunare perché possa mangiare, devi farlo: non tanto per amore di lei, ma perché sai che il Signore vuole così.” Buona giornata!

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

 

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