Giuliva Di Berardino spiega come Gesù riflette sulla questione dell’adulterio

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: venerdì 14 Giugno 2019

Nel vangelo di oggi troviamo una riflessione di Gesù sulla questione dell’adulterio. In questi giorni, infatti, come possiamo notare, il Vangelo della liturgia ci offre il modo di riflettere sul valore della Legge di Dio che Gesù nel Vangelo ci insegna a praticare non come applicazione sterile dei precetti, ma come possibilità di mettere in pratica l’amore che ci viene da Dio, ogni giorno. Per questo, come nell’esempio di ieri in cui Gesù spiegava il comandamento di “non uccidere” superando la giustizia sterile dei calcoli e delle strategie umane, oggi Gesù ancora una volta ci insegna come superare la lettera della legge rispetto al comandamento di “non commettere adulterio”. Il Maestro di Nazareth afferma che l’obiettivo del comandamento è centrare la propria vita sulla fedeltà di Dio, che richiede inevitabilmente fedeltà reciproca tra un uomo e una donna uniti in matrimonio. Non perché deve essere così e basta, ma perché è solo se si sceglie di mantenersi fedeli l’uno all’altra nel pensiero, nel desiderio e nella collaborazione si può raggiungere la vera unità di spirito tra due persone. Per questo Gesù enuncia affermazioni che possono sembrarci troppo radicali oggi, ma, lo dobbiamo ammettere, è proprio questa radicalità che ci fa prendere coscienza della serietà della questione che gli viene posta. Se ascoltiamo la nostra coscienza non può che essere così come è scritto nel Vangelo: meglio tagliare una mano, o cavare il proprio occhio piuttosto che tradire la fiducia della persona che ti è affianco, che ti sostiene e ti sopporta ogni giorno e ti prende comunque così come sei. Meglio sacrificare qualcosa di me, piuttosto che darle un dispiacere, neppure col pensiero! Questo è l’amore che ci insegna Gesù, questo è praticare l’amore. Non egoismo, ma sacrificio e dono di sé. Ma perché? Perché, ce lo dice il Signore in questo discorso che oggi ci viene ricordato. Non solo scegliamo di tradire l’amore che ci unisce all’altro, ma si espone anche la persona amata al male. Non sappiamo come l’altro può rispondere alla nostra scelta di tradimento, ma in ogni caso sappiamo che l’adulterio provoca una ferita profonda nel suo cuore, nel suo spirito, dalla quale umanamente l’altro non può più tornare indietro. Questo lo sappiamo! Allora oggi il signore ancora una volta ci chiama a vivere nella responsabilità dell’amore per l’altro. Non è una questione secondaria, perché per il Signore questa è una questione che riguarda la verità, il cuore della fede in Dio. Per questo la questione del divorzio era dibattuta già ai tempi di Gesù, ed è stata interpretata in modo diverso tra i cristiani: la chiesa orientale permette il divorzio solo in caso di “fornicazione”, cioè, appunto, di infedeltà; i cattolici invece non ammettono il divorzio, ma dichiara possibile l’annullamento del matrimonio, quando non c’è un vero consenso tra gli sposi. Le diverse comunità di cristiani protestanti, hanno una grande varietà di interpretazioni in merito e questo, se da un lato potrebbe manifestare una debolezza di dottrina sul matrimonio nella fede cristiana, dall’altro ci fa comprendere la complessità di ciò che significa, per un cristiano credente che segue il Vangelo oggi, dare la priorità a Dio nel vivere le relazioni umane con l’equilibrio e con le fiducia in Dio che il Vangelo esige. E se Gesù accentua l’aspetto più profondo del matrimonio, che a qualcuno può risultare anche troppo radicale, come dicevo, sicuramente non lo fa per favorire una convivenza civile il più possibile senza conflitti, come potrebbero fare le leggi umane e come faceva ai suoi tempi la dura lex romana, ma per permettere a tutta l’umanità di vivere con maggior qualità quella relazione d’amore, che viene dall’amore di Dio, dalla Sua fedeltà e dalla Sua amabilità. Chi può manifestarci l’amore, il rispetto, la fiducia e la fedeltà di Dio, meglio di un uomo e di una donna che decidono di vivere donandosi l’uno per l’altro, senza altro fine che non sia il dono di sé? Allora oggi chiediamo a Dio di insegnarci ad amare come Lui ci ama. E chiediamo anche che nel nostro tempo non tanto i religiosi o i preti, che pure sono chiamati a vivere l’amore di Dio, ma soprattutto gli sposi ci siano di esempio e ci testimonino che oggi è possibile vivere ancora in modo radicale l’amore profondo di Dio, che il vangelo esige da tutti noi.

Mt 5, 27-32

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio”.

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

 

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