Giuliva Di Berardino: “la Parola di Dio non può essere fermata”

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IV domenica del Tempo Ordinario

Lc 4, 21-30

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

In questa IV domenica del Tempo Ordinario, troviamo la continuazione del Vangelo di domenica scorsa. Gesù è a Nazarteh, in sinagoga e, invece di commentare il testo profetico di Isaia sulla missione del Messia, ne annuncia il compimento. Così, l’argomento del Vangelo di questa domenica è la reazione degli abitanti di Nazareth, una reazione contrastante, che và dallo stupore al rifiuto. Inizialmente è scritto che “rendevano testimonianza”, per cui il verbo usato è martyrein che dice proprio la testimonianza di fede, ma poi cercano di ucciderlo. Perché? Perché la testimonianza di Dio eccede sempre i nostri criteri limitati, i nostri piccoli parametri di giudizio. E la Bibbia lo conferma: tutti i profeti sono rifiutati, perseguitati, non riconosciuti. Lo stesso Gesù cita due esempi: Eliseo (2Re 5,1-27) ed Elia (1Re 17,7-16), che per la tradizione ebraica e rabbinica è il profeta degli ultimi tempi. Infatti ancora oggi gli Ebrei, a conclusione del Seder Pasquale, la cena rituale di Pasqua, intonano un tradizionale inno al profeta Elia per indicare che la venuta del Messia si avvicina. Ecco, questi due profeti sono l’esempio di un’eccedenza di Dio che è anche geografica, che sconfina, che non si lascia limitare, non si lascia delimitare. Sono gli stranieri, quelli che non vivono le usanze rituali del popolo ebraico, che non hanno la Legge ebraica, sono loro ad accogliere i veri profeti! In tutto questo c’è la missione di Gesù, che è anche la nostra oggi: nonostante le chiusure e le ostilità degli uomini e delle donne, anche le mie e le tue, la profezia, l’annuncio della Salvezza, la Parola di Dio che salva tutti gli uomini nella persona di Gesù, non può essere fermata! Infatti il Vangelo oggi finisce con una scena meravigliosa: Gesù “passando in mezzo a loro, si mise in cammino”: Gesù oggi vive in mezzo a noi, in mezzo alle nostre durezze, ai nostri giudizi, alle nostre chiusure e  ci passa in mezzo! Si mette in cammino verso Gerusalemme, come se ci invitasse, nonostante tutto, a stare dietro di Lui. Il cammino inizia da Nazareth, cioè dalla periferia del mondo religioso, lì dove i troviamo noi, nei nostri giudizi, e poi passa per Cafarnao e per tutto il Paese della Giudea, cioè lì dove abiti, dove lavori, e arriva a Gerusalemme, cioè al cuore, nella casa di Dio, lì dove abita il dolore profondo della tua vita. Allora oggi, senza paura delle contrarietà e delle ostilità che possiamo incontrare, mettiamoci in cammino anche noi dietro a Gesù! Con Lui, e solo con Lui, potremmo iniziare anche noi il nostro cammino che ci porterà a ripartire dal cuore, per andare fuori, verso gli altri, fino agli estremi confini della terra. Buona domenica!

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

 

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