Giuliva Di Berardino: “Il discernimento è necessario alla nostra vita cristiana, soprattutto in Quaresima”

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: giovedì 28 marzo 2019

Il Vangelo di oggi ci presenta un’importante lezione sul discernimento, necessario alla nostra vita cristiana, soprattutto in questo tempo di Quaresima. Osserviamo il testo del Vangelo: “Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate” Il testo del Vangelo continua dicendo che questa meraviglia in realtà nascondeva un giudizio sull’opera e la persona di Gesù: “E’ in nome di Beezebul, capo dei demoni, che egli scaccia i demoni”. Così Gesù inizia un discorso che termina così: “Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde”. Gesù compie una guarigione di un uomo muto e lo fa perché lo ama e vuole la sua guarigione, e invece le persone capiscono tutto il contrario, che quella guarigione viene dal Demonio. Perché queste persone non sono capaci di capire dov’è il bene? Perché questa mancanza di discernimento? Tante volte anche noi, figli della nostra società individualistica, non riusciamo a riconoscere il bene e non riconosciamo che la persona che si interessa a me può essermi amico. Nella nostra società siamo portati a interpretare il mondo e le cose che ci accadono in modo fortemente individualistico ed utilitaristico, perciò tendiamo a stringere solo relazioni superficiali o interessate da qualche sorta di guadagno. Ecco allora che oggi impariamo la base del discernimento: stare attenti a non farci condizionare dalla paura nelle nostre relazioni. La paura di stabilire relazioni con gli altri ci blocca: non ci permette di conoscere le persone e ci fa fare dei pensieri sospettosi, negativi, cofusi, esattamente come è stato per queste persone che il vangelo oggi ci mostra sospettose verso Gesù! E chi  vive nella confusione e nella dispersione, non può essere veramente libero! Ascoltiamo cosa ci dice Papa Francesco sul discernimento: “L’autentico discernimento si concretizza nel coraggio di dire: «no a un’economia dell’esclusione», «no alla nuova idolatria del denaro», «no a un denaro che governa invece di servire», «no all’ingiustizia che genera violenza», «no all’accidia egoista», «no al pessimismo sterile», «no alla mondanità spirituale», «no alla guerra tra di noi». Per essere invece capaci di dire: «sì alla sfida di una spiritualità missionaria», «sì alle relazioni nuove generate da Gesù Cristo»”. E’ questo che oggi il Vangelo ci mostra: una via per non disperderci nella confusione tra bene e male. Ecco, allora, riconosciamo Gesù come Colui che ci ama e ci salva, come Colui che realizza in noi e tra di noi l’unità in Dio, insegnandoci a rispettare le diversità che esistono tra le persone.  Restiamo uniti a Gesù oggi e ricordiamoci sempre che Lui ci dice: “Chi non raccoglie con me, disperde”. Buona giornata!

Lc 11,14-23

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate. Ma alcuni dissero: “È in nome di Beelzebul, capo dei demoni, che egli scaccia i demoni”. Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demoni in nome di Beelzebul. Ma se io scaccio i demoni in nome di Beelzebul, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici. Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino. Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde”.

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.
Per contattare la teologa Di Berardino scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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