Giuliva Di Berardino: “Gesù sulla dinamica della vendetta e il sentimento del rancore”

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: lunedì 17 Giugno 2019

Nel vangelo di oggi troviamo un breve discorso di Gesù, costruito su alcune affermazioni provocatorie che all’epoca di Gesù dovevano appartenere alla vita quotidiana del suo tempo. Eppure, se ci pensiamo un attimo, queste affermazioni  riguardano anche noi oggi, nonostante siano passati due millenni di storia. Perché? Perché l’insegnamento di Gesù riguarda realtà profonde dell’umano e ci mette di fronte agli atteggiamenti, ai limiti umani che l’uomo ha sempre avuto, per imparare ad accogliere la vita di Dio dentro le nostre fragilità. E allora oggi Gesù ci provoca sull’atteggiamento che tutti umanamente siamo tentati di mettere in atto quando siamo esposti al male e alla violenza: la dinamica della vendetta e il sentimento del rancore. Non ce lo possiamo nascondere: sono le reazioni che abbiamo tutti di fronte al male subito. E lo dico perché è a fondamento delle relazioni umane fin dai primordi dell’umanità. Gesù stesso cita il famoso “occhio per occhio, dente per dente”, base relazionale impostata a partire dalla parità di azione-reazione al male. Ecco allora che, di fronte a questo fondamento umano di organizzazione sociale, Gesù ci insegna a leggere “dal di dentro” le nostre azioni e reazioni al male, per uscire dal vortice della vendetta e del rancore e restare liberi dentro, permettendo tra gli uomini una socialità basata sul rispetto della vita e non sulle dinamiche che portano alla morte.  E allora oggi Gesù ci mostra concretamente come spezzare questa catena di male che ci infliggiamo da soli quando alimentiamo in noi l’atteggiamento di odio e di vendetta. Ci dice: “se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra“. Non si tratta di subire, ma di dare un’altra possibilità. In uno dei ritiri spirituali che ho predicato recentemente, una signora mi ha posto proprio questa domanda: “spesso i non credenti provocano i cristiani proprio dicendoci di dare l’altra guancia, ci vedono come gente remissiva, che accetta tutto. Ma è proprio giusto che sia così?” Ecco, mi fermo a dirvi cosa ho detto anche a lei perché per un cristiano è necessario chiarire bene cosa vuol dire “porgi l’altra guancia“. Sicuramente non vuol dire fatti schiaffeggiare sulle due guance! Non è da prendere alla lettera. Perché? Perché questo non l’ha fatto neppure Gesù, quando è stato schiaffeggiato da una guardia durante il processo al sommo sacerdote. Ricordiamo cosa disse Gesù quando ricevette quello schiaffo ingiustamente: ” Se ho parlato male, mostra dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” Ecco. Porgere l’altra guancia significa offrire un’altra possibilità di leggere quella realtà, dare all’altro una diversa possibilità di reagire. E questo significa rispondere alla violenza con tenerezza, come ha fatto Gesù! Ma oggi il Vangelo continua, consegnaNdoci un altro atteggiamento: essere generosi “a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello“, essere disponibili “se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due“; ed infine aprirsi alla gratuità “dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle“. Vediamo allora nel testo una progressione, un percorso di salvezza che siamo tutti chiamati a fare per convertirci e migliorare la nostra natura umana, dal profondo: tenerezza, generosità, disponibilità e gratuità. Questi atteggiamenti ci cambiano la vita, ci cambiano il cuore ad immagine del cuore di Gesù. Allora oggi ringraziamo Gesù e impariamo a vivere con gli stessi atteggiamenti del Suo cuore!

Mt 5, 38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Da’ a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle”.

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

 

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