Giuliva Di Berardino: “Gesù propone una radicalità diversa dall’osservanza applicativa della legge”

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.
Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: martedì 18 Giugno 2019

Nel Vangelo di oggi Gesù continua a darci il suo insegnamento che è sempre nuovo. Si capisce bene dalla lettura del testo di questo Vangelo che il Signore ci propone una radicalità diversa dall’osservanza semplicemente applicativa della legge. Egli ci invita a uscire da ciò che è scontato, ad osare di più! “se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? “. Questo ci dice il vangelo: uscire dal cerchio degli amici. Se ci facciamo caso è proprio il contrario di quello che facciamo noi tutti i giorni, quello che ci fa fare la nostra cultura oggi. Pensiamo ai nostri social! Il contrario di quello a cui il nostro egoismo ci spinge, cioè avere il consenso di tutti. Ecco, allora oggi Gesù ci dice che chi è davvero un suo discepolo non si preoccupa dei consensi della gente, non ne fa una ragione di vita. Anzi, la ragione della sua vita è proprio il contrario! E’ cercare la verità, vivere nella verità, anche se questo comporta il rischio di restare soli. Seguire Gesù è vivere da persone libere e per vivere questo è inevitabile provocare dei tagli affettivi. Ma un cristiano sa che rischiare la solitudine per amore, per amore dell’altro, ne vale la pena! Non solo per l’altro, ma anche per se stessi! La perfezione dell’amore di cui ci parla il Vangelo è questo: essere pienamente se stessi! E siamo pienamente noi stessi quando siamo capaci di agire non per convenienza, non chiudendoci nell’illusione e nell’autocelebrazione, ma per amore, per amore della verità, che ci libera dall’odio e dalla condanna verso gli altri. Certo! E’ normale che noi uomini e donne cerchiamo consensi, vogliamo fare bella figura, ed è normale che siamo gentili con chi è gentile con noi, e che facciamo il bene a chi ci corrisponde. Questo il Vangelo non ce lo toglie! Però, cerchiamo di essere veri: mi serve davvero avere attorno a me solo chi mi dice bene e che mi incoraggia? Se faccio così, non mi viene il sospetto che forse sto adulando me stesso e mi chiudo alla possibilità di accogliere un altro punto di vista su di me? Perché mi spaventa ascoltare un parere su di me anche contrario a quello che penso su me stesso? Non potrebbe invece aiutarmi a crescere come persona? O non potrebbe aiutarci a crescere insieme e allargare le nostre menti a qualcosa di più grande che va oltre le idee che noi abbiamo su noi stessi? Ricordiamolo: opporsi al malvagio non serve a nessuno, ascoltarlo invece potrebbe farci crescere, sviluppare in noi la capacità di empatia verso l’altro nel cercare di cogliere il positivo in lui e in noi stessi. Questo ci insegna oggi Gesù nel Vangelo: un insegnamento molto importante che ci apre la mente e il cuore all’universalità. Ecco perché conclude esortandoci “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Chiediamo allo Spirito Santo di poter amare col cuore di Gesù oggi, amare i nemici, pregare per chi ci perseguita. Chiediamo questo dono! Così saremo davvero pieni di sapienza e capaci di benevolenza, come il Padre lo è verso ogni sua creatura. Ascoltiamo il Vangelo:

Mt 5, 43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.
La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g
Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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