Giuliva Di Berardino e quella mangiata a casa di un fariseo

 

IL VANGELO DEL GIORNO: martedì 15 ottobre

Santa Teresa d’Avila (m) 

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Nel vangelo di oggi troviamo Gesù che viene invitato a mangiare a casa di un fariseo. Gesù accetta l’invito e questo incontro tra i farisei e Gesù diventa per noi un vero insegnamento. Innanzi tutto quì troviamo un fariseo che esprime la sua ammirazione verso Gesù e verso la sua libertà rispetto alle norme rituali che prevedevano il rito delle abluzioni prima del pranzo. Gesù si siede a tavola senza lavarsi le mani e questo era un obbligo religioso. Eppure Gesù si sente libero di sedere a tavola senza rispettare questa norma, ma la cosa bella che vediamo in questo Vangelo è che anche il farise, che invece rispetta la norma imposta dalla sua fede, si sente libero di sedere a tavola con Gesù e non cambia il suo atteggiamento religioso davanti al suo ospite. Questo è un fatto esemplare per noi: rispettare o non rispettare una norma di purità rituale non ha fatto nessuna differenza tra i due maestri perché sia Gesù, che non l’ha rispettata, sia il fariseo che la rispetta ma resta ammirato della diversità, sono persone libere, cioè attenti alla persona e al dono che quella persona è per l’altro. Per questo Gesù si sente libero di parlare in casa del fariseo di questa eccessiva dedizione data alla legge, che rischia di perdere il fondamento che porta alla vera fedeltà. Per essere fedeli non basta osservare la legge, non basta fare azioni senza la purezza di intenzione e di desiderio. Allora ecco che oggi riceviamo un grande insegnamento dal Vangelo: per vivere la fedeltà a Dio e per rispondere al Suo dono d’amore per noi in modo adeguato, una cosa importante da fare è purificare il cuore. E come purificare il cuore ce lo dice proprio Gesù “date in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi sarà tutto mondo“. Dare in elemosina, cioè donare per amore tutto quello che siamo. Questo ci purifica il cuore: l’amore! ce lo dice anche la grande santa che oggi ricordiamo, Santa Teresa d’Avila, dottore della Chiesa, Maestra di orazione e di preghiera, fondatrice dell’Ordine delle monache e dei sacerdoti Carmelitani Scalzi. Nel suo libro “Il libro della mia vita” (cap. 22, 6-7, 14) Santa Teresa di Gesù scrive: ” Chi ha come amico Cristo Gesù e segue un capitano così magnanimo come lui, può certo sopportare ogni cosa; Gesù infatti aiuta e dà forza, non viene mai meno ed ama sinceramente. Infatti ho sempre riconosciuto e tuttora vedo chiaramente che non possiamo piacere a Dio e da lui ricevere grandi grazie, se non per le mani della sacratissima umanità di Cristo, nella quale egli ha detto di compiacersi. Ne ho fatto molte volte l’esperienza, e me l’ha detto il Signore stesso. Ho visto nettamente che dobbiamo passare per questa porta, se desideriamo che la somma Maestà ci mostri i suoi grandi segreti. Non bisogna cercare altra strada, anche se si è raggiunto il vertice della contemplazione, perché per questa via si è sicuri. È da lui, Signore nostro, che ci vengono tutti i beni. Egli ci istruirà….Bisogna percorrere questa strada con grande libertà, abbandonandoci nelle mani di Dio. Se egli desidera innalzarci fra i principi della sua corte, accettiamo volentieri tale grazia. Ogni volta poi, che pensiamo a Cristo, ricordiamoci dell’amore che lo ha spinto a concederci tante grazie e dell’accesa carità che Dio ci ha mostrato dandoci in lui un pegno della tenerezza con cui ci segue: amore infatti domanda amore…Se il Signore ci facesse la grazia, una volta, di imprimerci nel cuore questo amore, tutto ci diverrebbe facile e faremmo molto, in breve e senza fatica.”

Lc 11,37-41 

In quel tempo, dopo che Gesù ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola. Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: “Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo”.

 

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