Giuliva Di Berardino: “Coscienza pura, intenzione retta, confessione e digiuno aiutano a vivere la fraternità da cattolici”

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.
Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO: venerdì 15 marzo 2019

Il Vangelo di oggi ci mette davanti a una priorità da considerare per vivere in pienezza questo tempo della Quaresima: la fraternità. Già dal primo libro della Bibbia, la Genesi, osserviamo che il rifiuto della fraternità è il rifiuto del dono più prezioso che Dio offre all’umanità, perché, rifiutando l’altro, l’uomo si toglie la gioia di permettere che un altro viva. Solo se si accoglie la fraternità si può testimoniare la vita bella di Dio in questo mondo, perché essere fratelli tra noi è realizzare la bellezza di Dio che realizza la pace. Per questo Gesù ci dice che, non si può presentare l’offerta all’altare se siamo presi dall’ira verso gli altri, perché il ricordo del fratello e della mia situazione rispetto a lui è decisivo per vivere in pienezza. Essere costruttori della pace per il bene di tutti, non è un ideale che parte da teorie astratte, ma è uno stile, un modo di essere, che parte dalla vita! Comprendiamo allora che la pace è un ambiente relazionale, bello, perciò possiamo dire che senza fraternità non c’è pace, e senza pace non c’è Dio. Per i cattolici presentarsi davanti a Dio con una coscienza pura, con intenzione retta, è fondamentale: confessarsi prima di fare la comunione e digiunare, rispettando il digiuno eucaristico, non è solo un rispetto verso Dio, ma è mettersi in condizione di vivere una vera fraternità tra gli esseri umani. Fraternità tra gli uomini è rifiutare l’odio per venirsi incontro, aiutarsi a ricominciare sempre, quando sbagliamo. Dare all’altro che ci ha offeso la possibilità di riconciliarsi, eliminare i risentimenti, i cattivi pensieri che possono sorgere verso gli altri vuol dire vivere bene la preghiera, vuol dire presentarsi all’altare del Signore. Mettiamoci allora, davanti alla nostra coscienza! Chissà se oggi ci accorgeremo che in qualche occasione perfino le nostre pratiche religiose possono essere state delle fughe che ci hanno allontanato dalla vera pace e dalla vera preghiera! E’ importante esserne coscienti, riconciliarsi e accogliere la pace perché sarà questa stessa pace a ricostruirci e a rinnovarci. Allora in questa Quaresima, apriamoci alla fraternità universale, non chiudiamoci in un’impenetrabile immagine di Dio che ricompensa solo alcuni, perché il Vangelo ci mostra che siamo creati per entrare in relazione, per vivere la fraternità umana, nella pace. Questo ci conceda oggi lo Spirito Santo di capire e di vivere, e che questo nostro digiuno quaresimale, oggi, sia fonte di grande grazia per il mondo intero. Buon venerdì di Quaresima!

Mt 5, 20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!”.

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

Per contattare la teologa Di Berardino scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

 

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