Giuliva Di Berardino sulla guarigione, realtà complessa, che si verifica in tre momenti

 

IL VANGELO DEL GIORNO: sabato 11 gennaio 2020

Lc 5, 12-16

Un giorno Gesù si trovava in una città e un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò ai piedi pregandolo: “Signore, se vuoi, puoi sanarmi”. Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: “Lo voglio, sii risanato!”. E subito la lebbra scomparve da lui. Gli ingiunse di non dirlo a nessuno: “Va’, mostrati al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come ha ordinato Mosè, perché serva di testimonianza per essi”. La sua fama si diffondeva ancor più; folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro infermità. Ma Gesù si ritirava in luoghi solitari a pregare.

Oggi meditiamo sulla guarigione. In questa guarigione, di questo vangelo ascoltato, ciò che è particolarmente indicato è che di fatto la guarigione è una realtà complessa, che si verifica, possiamo verificarlo dal testo, in tre momenti principali: l’incontro,  il cammino, la testimonianza. L’incontro di due desideri: quello dell’uomo che desidera vivere felice e quello di Dio che desidera offrire felicità all’uomo; il cammino che ha una direzione precisa: l’offerta per la purificazione, perciò è un cammino verso il tempio. E il tempio nel mondo giudaico è sì il luogo in cui abita Dio e in cui riceve i sacrifici e le offerte del culto, ma non solo! Il tempio è anche il luogo santo del corpo, della persona. La guarigione quindi comporta un cammino che porta l’essere umano a cogliere la realtà profonda della persona, di se stesso, il suo personale modo di offrire il culto a Dio con la vita. E così la guarigione può essere non solo per se stessi, ma anche per gli altri, diventando quindi, come dice Gesù, una testimonianza. Ecco allora che il vangelo ci insegna, alla fine di questo episodio, che la guarigione è testimonianza e porta molte folle da Gesù! Le folle venivano da Gesù proprio per essere guarite, ma Lui si ritirava in luoghi solitari per pregare. Ma cosa vuol dire questo? Abbiamo visto che cercare la guarigione significa incontrare di Gesù, camminare con Lui verso la profondità di noi stessi e poi, in seguito a questo, dare testimonianza, perché questo processo porta a dare testimonianza. Ma tutto questo processo è possibile nella preghiera, soltanto se si impara a stare con Dio. Ci accorgiamo allora che la vera guarigione è stare con Dio, affidarsi a Lui e farsi condurre in tutte le tappe del percorso complesso di guarigione, farsi condurre dallo Spirito. Preghiamo allora all’inizio di questa giornata, con le parole del Salmo 73, che sintetizzano e pongono in preghiera il contenuto del Vangelo ascoltato.   “Quando si agitava il mio cuore e nell’intimo mi tormentavo, io ero stolto e non capivo, davanti a te, Signore, stavo come una bestia. Ma io sono con te sempre: tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella gloria. Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra. Vengono meno la mia carne e il mio cuore, ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre. (…) Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio, per narrare tutte le sue opere presso le porte della città di Sion.” Amen.

 

 

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